SERIE A1. Casalmaggiore, pantere rosa a caccia di farfalle per il riscatto in campionato

Turno infrasettimanale con tanta voglia di lasciarsi alle spalle gli ultimi due ko. Dopo Novara e Conegliano, Casalmaggiore questa sera (mercoledì 15 febbraio) affronterà l’Unet Yamamay Busto Arsizio per riprendere la corsa al primo posto

Di Francesco Jacini | Mercoledì, 15 Febbraio 2017 08:26

Fabris e Stevanovic a muro su Martinez (foto © Moroni)

 

 

Le ragazze di coach Gianni Caprara cercheranno di regalarsi una vittoria molto importante, sia per la classifica che per il morale, prima dell’impegnativa trasferta finlandese valida per il ritorno degli ottavi di finale di Coppa Cev. A far visita al PalaRadi, nella sesta di ritorno arriva Busto Arsizio, unica squadra ad aver battuto la Pomì nella prima partedel campionato: 3-2 dopo un’autentica battaglia sportiva, ricca di pathos ed emozioni con Valentina Diouf protagonista assoluta.

 

Periodo così, così

Il girone di ritorno delle bustocche non è iniziato come coach Marco Mencarelli probabilmente immaginava: dal successo a Modena (3-1) sono arrivati tre ko consecutivi (Bolzano, Montichiari e Club Italia), sino all’ultima giornata di campionato dove le biancorosse hanno superato Bergamo ma nel mezzo Busto non ha steccato gli impegni di Coppa Cev, ipotecando il passaggio ai Quarti di finale dopo il 3-0 contro Minsk. Una gara delicata, dunque, dove le due formazioni arrivano da risultati opposti. Con un solo obiettivo: vincere.

 

PalaRadi colorato

Busto Arsizio scenderà sul taraflex del PalaRadi priva di Vasilantonaki e Stufi mentre Casalmaggiore recupera a pieno regime Gibbemeyer. Numeri, precedenti (6-5 per le farfalle) e statistiche a parte si prospetta una gara tanto spettacolare e colorata dal tifo delle due tifoserie, gli ‘Amici delle farfalle’ da una parte ed ‘Passione Rosa’ e ‘No Vbc, no party’ dall’altra quanto importante dal punto di vista del futuro prossimo per entrambe le squadre che potrebbero ritrovarsi di fronte in un eventuale semifinale di Coppa Cev. La Pomì di questi tempi ha nel mirino non la prospettiva di un orizzonte lontano ma la concretezza di un presente che obbliga a tornare a sorridere per non staccarsi troppo dalla lepre Imoco Conegliano.

 

 

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