STORIE DI VOLLEY. Anna e Fabiola Frana quando la pallavolo è una ‘fazenda’ di famiglia

C’era una volta una casa nella prateria. Immaginate il paesaggio del Midwest degli Stati Uniti e portatelo tra la Bassa Bergamasca e l’Alto Cremasco dove esistono numerose cascine che fanno parte integrante del paesaggio della Pianura Padana

Di Francesco Jacini | Mercoledì, 13 Luglio 2016 21:47

  Fabiola ed Anna Frana

 

 

A Caravaggio nell’azienda agricola Emilio Frana (cascina Valle) lavorano due protagoniste del volley locale: le sorelle Anna e Fabiola Frana, punti di forza del Gerundo Volley Agnadello (serie D). Tra 40 ettari di terreno dove si coltiva mais trinciato, accudire 220 capi di bestiame producono latte e l’attività burocarica, si dividono con la loro grande passione: la pallavolo e la natura. Schiacciatrice Anna, classe 1984, e libero Fabiola, classe 1987, svolgono un lavoro che nell’immaginario collettivo poco si addice a delle atlete. La prima laureata in biologia, in biotecnologia la seconda ogni giorno affrontare con amore alla vita dei campi. “Possiamo dire - spiega Anna - di aver sempre lavorato in azienda. Sin da piccole aiutavano i nostri genitori (Silvio e Dina) nella vita della cascina. Abbiamo studiato, abbiamo svolto altri lavori e siamo sempre riuscite a far coincidere gli orari con lo sport e da qualche anno socie a tempo pieno”. Entrambe sposate hanno, inoltre, una casa ed una famiglia da gestire.

 

Modalità Frana

“A volte non è semplice - puntualizza Fabiola - perché spesso andiamo in ritardo agli allenamenti. Riguardo a questo sia io sia mia sorella abbiamo sempre trovato, specialmente quando abbiamo iniziato a lavorare, , anche quando non giocavamo insieme, come Brignano, Vailate, quando non giocavamo insieme, ed ora Agnadello che ci sono sempre venute incontro. A volte serve pazienza: o prima di partire per l’allenamento o prima di tornare a volte ci sono imprevisti: una mucca che deve partorire deve essere spostata oppure il robot ti chiama per segnalarti un problema”. Passione e credere in il proprio lavoro è la chiave per affrontare ogni impedimento nella vita come nello sport. “Da questo punto di vista - evidenzia Fabiola - siamo state fortunate ma nonostante tutto in campo ed allenamento, scatta la modalità Frana, diamo sempre l’anima e non vogliamo sconti e, soprattutto, non usiamo il lavoro come alibì per saltare un allenamento”. Sono rarissimi i casi in cui non si vedono tra le mura di una palestra ma sempre un incognita per coach Gianpaolo Catti.

 

 Le 'Franine' in divisa da gioco

Dall’Isola

Le ‘franine’ proseguono una tradizione di famiglia iniziata con nonno Emilio nell’Isola a Bergamo e portata avanti da papà Silvio a Caravaggio e zio Mario che ha una cascina a Madone, paese dove la famiglia è originaria. “Abbiamo scelto questo lavoro - prosegue Anna - nessuno ce lo ha imposto e siamo contente così, nonostante i problemi giornalieri”. Capacità di gestire orari e affrontare gli imprevisti con grinta e con il sorriso, senza scoraggiarsi; atteggiamento che riflette molto lo spirito della pallavolista. “Le gare interne - spiegano - riusciamo ad organizzarci ma per le trasferte dobbiamo iniziare qualche giorno prima a studiare i percorsi. Dobbiamo ringraziare i nostri mariti, Orazio e Maurizio che ci sostengono. La collaborazione è forte anche con lo staff tecnico e le compagne: un vero lavoro di squadra”.

 

Play off

Un episodio curioso le ha viste protagoniste. “Tra aprile e maggio del 2015 abbiamo rischiato di saltare una o più gare. In quel periodo stavamo disputando i play off contro Cingia Volley, Offanengo e Picco Lecco tra nascite di vitellini e l’installazione di macchinari in cascina - concludono Anna e Fabiola - ed il timore è stato forte ma siamo riuscite a far coincidere tutto”. Le sorelle Frana sono lavoratrici e giocatrici che tanti giovani dovrebbero prendere come esempio per realizzare i propri sogni. Alla cascina Valle la pallavolo è veramente una fazenda di famiglia.

 

 

 

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