STORIE SOTTO RETE. Presente, passato e futuro di Sara Ceron: "Rifarei tutto ma senza infortuni"

PADOVA. La forte centrale, per un periodo della scorsa stagione capitano della Consolini San Giovanni in Marignano, è ferma ai box per un post operazione alla spalla

Di Francesco Jacini | Domenica, 04 Settembre 2022 16:40

In copertina Sara Ceron


In attesa di ritornare sui campi di gioco più forte che mai, incantando pubblico e tifosi con i suoi attacchi in fast che assomigliano a rasoiate, Sara Ceron analizza il passato recente, contraddistinto da importanti successi, nella sua carriera, e guarda con ottimismo al futuro, dopo l'infortunio subito alla spalla che ne ha limitato il rendimento la scorsa stagione dove il suo importante contributo alla conquista dei play off e della finale di Coppa Italia di A2 è stato decisivo.

Ciao Sara come stai? Come procede la convalescenza?

"Il dolore alla spalla ho iniziato a sentirlo della termine della stagione 2020/2021 ma pensavo fosse un sovraccarico di lavoro. Ripresa l'attività per quella successiva il male non passava anzi peggiorava, dopo aver svolto alcuni esami clinici ho scoperto di aver rotto il sovra spinato. Parlando con l'ortopedico ed i fisioterapisti è emerso che era troppo tardi per l'operazione quindi abbiamo deciso di rimandarla a maggio; in tutto questo lasso di tempo ho stretto i denti, nonostante facessi fatica. Lo scorso 26 maggio sono stata operata ad Abano Terme, i medici hanno sistemato tutto quello che dovevo sistemare e tre dopo mesi ho ripreso a fare qualcosa in sala pesi ma serve una grande pazienza per poter riprendere al meglio e tornare in forma. In confronto l'infortunio precedente al crociato, subito durante la stagione a Forlì, questo è stato peggiore. Sono determinata nel riprendere a giocare ma non posso e non voglio affrettare i tempi, preferisco curarmi bene".

Nelle ultime due stagioni ha vestito la maglia della Consolini Volley San Giovanni in Marignano dove è diventato un punto di riferimento importante per staff tecnico, spogliatoio, dirigenza e tifoseria tant'è che quando Serena Ortolani ha deciso di appendere le ginocchiere al chiodo lo scorso gennaio, dopo il rinvio della finale di Coppa Italia contro Brescia per covid-19, Sara ne ha ereditato i gradi di capitano.

"Ero già il vice. Quando Serena ha lasciato è stata naturale la mia promozione. Nonostante ciò mi sono sempre confrontata con lei, ascoltando i suoi consigli; è mancata per carisma, lei teneva il gruppo unito e non solo per i punti ma posso ritenermi fortunata perché il gruppo era coeso e non ha creato problemi insormontabili che non si potessero essere superati. All'inizio non è stato semplice poiché in quel periodo io non ero al top e sono arrivati gli infortuni di Sali Coulibaly e Giulia Consoli: c'era sconforto ma serviva proseguire per cui cercato di restare unite dentro e fuori dal campo e siamo riuscite a fare quello che abbiamo fatto. Ci siamo tolte qualche piccola soddisfazione, peccato per il rinvio della finale di Coppa Italia, se avessimo giocato a gennaio e non in aprile magari sarebbe andato in modo diverso. E' andata così e lo abbiamo accettato".

Ventinove anni compiuti lo scorso 4 luglio, la carriera l'ha vista indossare casacche importanti come il Volley Vicenza nel giovanile, del Vero Volley quando la società brianzola era agli albori, Promoball, Bolzano, Forlì, Trieste, Pisogne, Talmassons ed , appunto San Giovanni in Marignano. Tradotto sette stagioni in A2 e quattro in B1.

Guardando indietro alla tua carriera quale è stato il ricordo più bello?

"La prima soddisfazione è stata Vicenza nel giovanile dove ho vissute le emozione più grandi con la vittoria del Campionato Italiano Under 18 e la Girl League con Michele Marchiaro in panchina. Un percorso umano dove sono nate amicizie che durano. Ovviamente la promozione in A1 e la Coppa Italia con Forlì e la promozione in A2 a Talmassons dove ritrovato amiche dell'era di Vicenza. Sono stati momenti indelebili più forti di sfortune e sfighe. Rifarei tutto solamente cercherei di non distruggermi il corpo, evitando gli infortuni".

Nel frattempo sei riuscita a completare gli studi come è stato studiare e giocare ad alto livello contemporaneamente?

"Ho completato la triennale a Padova e poi ho concluso la magistrale, e sono riuscita ad entrare all'albo degli Psicologi del Veneto e poi ho partecipato e conclusi alcuni master tra cui uno sui disturbi nell'apprendimento dei bambini in età scolare e sulla psicologia dello sport. Mi sono presa soddisfazioni anche nello studio adesso in base a quando ricomincerà ed in base a come si incastreranno i miei impegni non voglio lasciare questa parte di studi. Non è sempre stato facile conciliare pallavolo e studi, paradossalmente ero molto produttiva nei giorni di allenamento, riuscendo ad organizzare il mio tempo".

Quale potrà essere il tuo futuro sportivo?

"Mi è dispiaciuto non restare a San Giovanni in Marignano. Al momento ho qualche proposta in ballo. Sapendo che qualcuno mi ha cercata mi ha fatto piacere e mi ha dato più tranquillità: appena firmerò mi unirò alla squadra, svolgerò la parte pesi e poi poco per voltro riprenderà confidenza con il campo e con la palla".

Come vedi il prossimo campionato di A2?

"L'inserimento della seconda straniera ha permesso alle squadre di rafforzarsi molto ed aumentare la qualità. I gironi sono competitivi sia per il livello sua per la logistica dove tante squadre possono dare fastidio e non è detto che chi ha la squadra più forte vinca. Secondo me Roma e Brescia possono puntare in alto, sono convinta che possiamo divertirsi sino al termine della stagione".

 

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In allegato una mini gallery, griffata da Pietro Masini

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