STORIE SOTTO RETE. Alessia Ameri dal giardino di casa al debutto in A1

FOGGIA. Per le generazioni di ragazze e ragazzi che hanno trascorso la loro adolescenza a cavallo degli anni Ottanta e Novanta uno dei cult televisivi che hanno fatto breccia, generando entusiasmo e passione per la pallavolo, è stato “Mila e Shiro”

Di Redazione | Venerdì, 02 Settembre 2022 11:18

Alessia Ameri

 

Il cartone animato di origine nipponica che narra le avventure di una fanciulla di campagna che, trasferitasi in città per frequentare la scuola media, viene coinvolta e capovolta nel magico mondo del volley, diventando una campionessa. In un cortile di Foggia, capoluogo della provincia dauna, una giovane fanciulla si allena per ore e ore, cercando di imitare la sua eroina televisiva; durante le ore scolastiche, non vede l’ora che suoni la campanella per poter continuare i suoi allenamenti, perché anch’ella vuole fare le capriole e i salti che la portano una spanna sopra la rete per poter colpire quella palla bianca, aspettando anche che si ovalizzasse: la giovane fanciulla si chiama Alessia Ameri.

Alessia mostra sin da subito una passione sfrenata per il mondo del volley, tanto che alla classica domanda di cosa volesse fare da grande, lei, senza pensarci su neppure un istante, repentinamente risponde: "La giocatrice di pallavolo". La stessa domanda gliela pongo io a quasi vent’anni di distanza dalle aule scolastiche e dalla maestra elementare: "Alessia, cosa vuoi fare nella vita?". E lei, senza batter ciglia e senza ripensamenti mi risponde: "La giocatrice di pallavolo, fin quando sono in forma e le ginocchia reggono nella mia vita c’è prioritariamente il volley, nel ruolo di libero, che è quello mio prioritario, ma se c’è necessità anche ad occupare altri spazi nel rettangolo di gioco". "La voglia di giocare a pallavolo nasce in maniera completamente spontanea – prosegue Alessia – perché in famiglia non c’è stato nessuno che si è mai cimentato in questo sport, e, inoltre, in una città di provincia come Foggia, lo sport di riferimento è sempre stato e lo è tuttora solo ed esclusivamente il calcio".

D’altronde erano gli anni in cui la squadra rossonera del Foggia era ormai arrivata nell’olimpo del calcio nazionale, grazie anche alle strategie tecniche e tattiche impartite dal mister boemo Zdenēk Zeman, e tutti parlavano di Zemanlandia: "Ricordo ancora che i miei genitori al ritorno dalla palestra, dopo una partita, mi domandavano quanti gol avessi segnato, pertanto dovevo anche dare loro rudimenti di cosa fosse la pallavolo". Ma Alessia per perseguire il suo obiettivo e diventare una giocatrice di pallavolo persegue tutte le strade possibili fino ad arrivare alla serie A: "La prima esperienza nella pallavolo che conta è stata a Olbia in A2 nella stagione 2015/2016, un paio d’anni dopo sono stata reclutata in un'altra squadra isolana, questa volta in Sicilia, precisamente a Marsala, per poi fare il salto l’anno successivo nella massima serie nell’ambiziosa Volalto Caserta".

Calcare il taraflex nei maggiori palazzetti italiani è la realizzazione dei sogni di Alessia, ma purtroppo il tutto si infrange contro un muro, questa volta non riferendoci ad uno dei fondamentali del volley, ma alla situazione pandemica generata dal virus Covid che ha bloccato a febbraio del 2020 qualsiasi attività sportiva in tutte le categorie: "A Caserta sono stati 6 mesi in cui, nonostante diverse peripezie, ho avuto il piacere e l’onore di competere contro le top-player del campionato italiano, oltre che stabilire rapporti di amicizia, che tuttora proseguono, seppure solo telefonicamente, con alcune delle mie compagne di squadra".

Nonostante lo stop generato dalla crisi pandemica, Alessia, di sicuro, non si ferma a trovare un lavoro, sfruttando anche il suo titolo di studio: "Tra una ricezione sotto rete e un bagher mi sono laureata a pieni voti in Economia Aziendale, poi ho fatto la modella e, sempre per qualcosa che nasce spontaneo in me, ho fatto la commentatrice televisiva per una tv locale della mia città, e durante la stagione calda, siccome non posso stare senza pallavolo, ho cominciato da qualche anno a dedicarmi al beach volley".

Tanta passione e tanta voglia di superarsi in una battaglia contro i limiti e le difficoltà quotidiane sono le caratteristiche che si avvertono nelle parole e negli sguardi di Alessia Ameri, che non si ferma mai al primo traguardo e a cui auguriamo ancora di calcare nuovi taraflex nella massima competizione del volley tricolore, che già l’ha vista protagonista e che sicuramente è la serie che per meriti gli spetta di più.

Auguri, Alessia… a presto sul taraflex!!!

 

Servizio a cura di Roberto Muliere

 

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