AMARCORD. Marta Bechis ricorda il 'suo' primo Scudetto vinto con l'Imoco

ROMANENGO (CR). Sono passati esattamente quattro anni, il 29 aprile 2018, quando l'alzatrice piemontese ha conquistato il tricolore con la maglia gialloblù veneta al termine della finale scudetto vinta in quattro gare contro Novara 

Di Francesco Jacini | Sabato, 30 Aprile 2022 06:29

L'Imoco Conegliano e Marta Bechis festeggiano lo Scudetto del 2018 (foto © Rubin x Lega Volley Femminile)


Il cartellone della cover dell'articolo dice "Il secondo è ancora più bello", il secondo titolo della storia Imoco Conegliano (dopo quello del 2016) cui aggiungerà quelli del 2019 e del 2021 mentre per Marta Bechis è stato il primo (seguirà poi quello della stagione successiva). Nella lunga e vincente carriera dell'atleta torinese, iniziata anni prima nelle giovanili dell'Agil Trecate e sbocciata a Novara con la maglia dell'allora Asystel è stato, dunque, un traguardo di assoluto rilievo, l'apice di un percorso sportivo che prosegue tuttora e che l'ha vista protagonista nello scorso campionato con la maglia della Vbc Trasporti Pesanti Casalmaggiore dove ha rivestito il ruolo di capitano.

Arrivasti, o meglio ritornasti, in quella stagione a gennaio da Firenze, cosa ha provato nel rivestire la maglia gialloblù?

"Nonostante fosse metà stagione e dopo aver salutato un club a me caro come Il Bisonte Firenze, è stato molto bello tornare a Conegliano. Mi ha sempre emozionato molto giocare al Palaverde e tornare a Treviso, Conegliano era per me un po' come tornare in una seconda casa, una casa forte, ambiziosa e con tantissime atlete e professionisti che puntano sempre in alto".

Nei play off avete eliminato prima Modena e poi Scandicci e poi in finale contro Novara, squadra dove sei cresciuta nel settore giovanile, cosa provasti nell'affrontare il tuo passato?

"Si, il percorso per arrivare alla finale non è stato semplice, come d'altronde non sono mai i playoff, ma senza dubbio Novara era da tempo la rivale numero uno di Conegliano. Personalmente non l'ho vissuta proprio come uno scontro con il mio passato, sono stata tanti anni a Novara, è vero e sono stati anche anni importanti, formativi e di crescita personale, ma la società è cambiata tanto nel corso del tempo e nonostante ci fossero ancora tanti amici, non era più la stessa cosa,.. in più devo dire che quando si scende in campo sono gli obbiettivi e l'agonismo che guidano le partite. Anche contro gli amici, o forse a maggior ragione contro di loro, bisogna dare sempre il 100% per onorare il risultato, qualsiasi esso sia".

Quali ricordi ti ha lasciato quello scudetto e di quel gruppo di cui fanno parte ancora Wolosz, De Kruijff De Gennaro e coach Santarelli?

"Ricordo l’altissimo livello e la concentrazione massima che ci fosse per provare a raggiungere tutti i gradini più alti del podio nelle diverse competizioni. Ricordo un gruppo molto coeso in campo e fuori, che remava tutto verso un unico obbiettivo. Wolosz, De Kruijff  e De Gennaro delle professioniste di grandissimo valore, forse e non credo di sbagliarmi, proprio le migliori nei loro ruoli e Santarelli ha avuto la bravura e l’umiltà nel corso degli anni di scrivere la storia di una grande società, si è dimostrato valido e preparato non solo dal punto di vista tecnico, ma anche psicologico nel gestire e guidare una squadra di grande valore con tutte le pressioni che subentrano nel corso delle stagioni".

Quanto ti ha lasciato nella memoria quel titolo, seguito poi da quello del 2019, e del mito dell'invincibile Conegliano?

"Mi ha lasciato senza dubbio un grandissimo segno, non solo emotivo ma anche tecnico e tattico. Vincere è bello, è entusiasmante, è come una droga che crea endorfine di cui vai sempre alla ricerca".

Un tuo pensiero sull'imminente finale Scudetto che vedrà di fronte ancora l'Imoco contro o Monza?

"Credo che mai come quest’anno il livello del campionato sia stato equilibrato e mai scontato. E’ stato un campionato molto avvincente in tutte le sue posizioni proprio perché sempre sospeso in un’incertezza del risultato ed ancora di più lo dimostra il risultato delle semifinali playoff. La finale, al via Sabato sera, sarà da cardio palma senza dubbio. Conegliano metterà in luce tutte le sue migliori caratteristiche tecniche ed esperienziali delle grandi occasioni, in un palazzetto gremito di persone, come solo il PalaVerde sa fare mentre Monza, con la sua lunga panchina potrà dimostrare tutto il suo valore e tutte le qualità caratteriali che le hanno permesso di strappare il pass per provare a spodestare la capolista".

 

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