NON SOLO VOLLEY. I sessant'anni di Cliff Burton, il genio Metallico del basso

ROMANENGO (CR). Ritorna una puntata speciale della rubrica che racconta di storie di cultura, musica e di altri sport. "Con i se e con i ma, la storia non si fa", scrissi questa frase nel contesto di un comunicato stampa della Pallavolo Sangiorgio nella sconfitta contro il New Volley

Di Francesco Jacini | Mercoledì, 09 Febbraio 2022 12:10

Cliff Burton


Non entrando nel dettaglio della partita perché a pensarci mi sanguina ancora il cuore, avevo accennato ad alcuni episodi sportivi e storici, gol di Turone in Juventus-Roma nel 1981 e se re Carlo (Martello) nella battaglia di Poiters non fosse risultato dei mori il vincitor, che avrebbero potuto modificare gli eventi futuri che hanno generato il mondo in cui viviamo ora nel ventiduesimo anno del terzo millennio, secondo dell'era covid-19. La musica si presta a queste suggestioni in stile Ritorno al Futuro o Giorni di un futuro passato o punto di non ritorno, specialmente nel rock primordiale degli anni '50, come nel caso di Ritchie Valens (quello che "par bailar la bamba") o nella psichedelia se Syd Barret avesse proseguito il suo percorso introspettivo nei Pink Floyd alla ricerca del lato oscuro di se stesso. Il genere heavy metal è sempre stato avvolto da avvenimenti strani e misteriosi di personaggi abituati a vivere ad una velocità diversa dalle persone comuni dove ha costruito le sue leggende e proprio una leggenda, oggi, giovedì 10 febbraio, avrebbe compiuto sessant'anni: Cliff Burton.

Se nella notte tra il 26 e 27 settembre del 1986, presso la cittadina di Ljungby nella Svezia meridionale, non fosse perito in un tragico incidente stradale, come sarebbe stata l'ascesa dei Metallica nell'Olimpo del Rock? E soprattutto nel 2022 cosa farebbe? Una star milionaria che vive di ricordi passati sulle royalties (come il coscritto Axl Rose di qualche giorno più vecchio) oppure sarebbe diventata un musicista staccandosi dal gruppo originale, proseguendo una carriera solista, come Eric Caplton oppure Paul McCartney? Questo non è dato saperlo. Tuttavia l'impatto sul gruppo e sulla formazioni di futuri musicisti è stato potentissimo come lo schianto di un meteorite sulla terra ovvero nulla è stato più come prima. La storia

Clifford Lee Burton nasce a Castro Valley, cittadina vicino a San Francisco, il 10 febbraio 1962, da una tranquilla famiglia borghese. Sin da giovanissimo, un ragazzino modello per comportamenti ed attitudine, ha avuto una predisposizione per la musica ma se si fosse impegnato nel baseball avrebbe raggiunto risultati apprezzabili magari non da Major League ma sicuramente da buon professionista nelle minors, in ogni caso il tragico destino lo avrebbe scovato nell'abbraccio fatale. Dagli inizi alla musica classifica sino al jazz, dopo aver incontrato da adolescente l'heavy metal ha iniziato a suonare il basso, lo strumento a quattro corde, spesso poco indentificato nello schema tattico ma non artistico di un complesso musicale ma che ne costruisce insieme alla batteria la spina dorsale della parte ritmica. In un universo parallelo sul campo di volley, un bassista potrebbe giocare come S2 oppure un C1, lavoro oscuro ma efficace, specialmente quando non si canta. 

Affascinato da sonorità diverse a cui era abituato, decise di abbandonare definitivamente gli studi di pianoforte per iniziare a suonare il basso. Imparò a suonare lo strumento in breve tempo, grazie anche alle lezioni private tenute dal maestro Steve Hamady, e, migliorando di giorno in giorno, decise di unirsi ad alcuni gruppi locali (gli Agents of Misfortune, nati da una storpiatura del celebre album dei Blue Öyster Cult). Dal fisico quasi anonimo capelli rosso castani, magro ed alto in stile hippy, ma geniale ed imprevedibile, Cliff Burton spiccava per talento e carisma. Dalle note che sprigionava con eccelsa, geniale potenza.

Nel 1980 appena maggiorenne si è unto al gruppo speed metal Trauma, gruppo già affermato nella Bay Area sia per le qualità musicali che per le esibizioni dal vivo. Il suo virtuosismo ne fa diventare presto il frontman, grazie al suo all'headbanging, e lo fa notare ad un altro gruppo, che si faceva chiamare, appunto, Metallica, fondato da un ragazzo nato in Danimarca promessa del tennis, trapiantato a Los Angeles, Lars Ulrich, che suona la batteria, ed uno spilungone di James Hetfield, cantante e chitarrista, che gli chiesero, per fare il salto di qualità, di entrare nella banda. Cliff ha accettato con la clausola che il resto della banda avrebbe lasciato Los Angeles per raggiungerlo a San Francisco. Un salto nel buio ma una svolta decisiva per i Quattro Cavalieri poichè nella torbida scena musicale thrash, street, speed losangelina del periodo, moltosimile ad un bolgia dantesca, si sarebbe probabilmente persi. A titolo informativo il quarto (ma non ultimo per importanza) membro della band era il chitarrista Dave Mustaine (futuro fondatore dei Megadeth) poi sostituito, da Kirk Hammet appena prima dell'uscita dell'album d'esordio. 

La storia è nota. Siamo a cavallo tra il 1981 e 1982, Cliff si è unito al gruppo e con loro incide i primi tre album di uno dei complessi fondatori del thrash metal (insieme ad Anthrax, Slayer e Megadeth) lasciando tracce indelebili come le strumentali (Anesthesia)-Pulling Teeth da Kill 'Em All (1983), oppure nei brani più conosciuti del successivo Ride The Lightining (1984) ma, visto a posteriori il testamento artistico, la celebre Orion da Master of Puppets (1986), nove minuti strumentali conditi da energia sognante nell'esecuzione che trascina l'ascoltatore in un viaggio mistico attraverso il cosmo. La sua eredità artistica. A metà anni '80 del ventesimo secolo giravano pochi video, i Metallica all'inizio restii a produrli (il primo è stato One nel 1988) e quelli che c'erano erano più registrazioni di concerti dal vivo, ma tra i più significativi c'è Cliff 'M All. Autentico reperto storico. Per chiudere il cerchio Cliff Burton è stato sostituito da Jason Newsted.

Protagonista del crescente successo creativo e di vendite dei Metallica, Cliff Burton non è riuscito a goderselo, segno del destino voluto dal 'mastro burattinaio'. Durante il tour di Master of Puppets è morto dopo un tragico incidente stradale la notte del 27 settembre 1986 in Svezia: la leggenda narra che quella sera avrebbe vinto a carte il posto in cuccetta nel pulmino a scapito di Hetfield. Sono passati quasi trentasei da allora e la storia si conosce. Ritorno al punto di partenza. Cosa avrebbe fatto nel 2022? Ribandendo che non 'questo non è dato saperlo' ma posso credere che quella sera Cliff sia asceso in un'altra dimensione e che da quella dimensione stia suonando. Il produttore e musicista Wolf Marshall: "Se ne sentirà la mancanza, ma quel che più conta, si continuerà ad apprezzarlo". Profetico ed incisivo, Oggi Cliff Burton avrebbe tagliato il traguardo delle sessanta primavere e mi, o meglio ci, piace ricordarlo con un basso tra le mani ad incantare platee di fans roteando la testa con un infinito headbanging.

Buon compleanno Cliff!

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