SUPERLEGA. Attenzione a Tommaso Stefani, nuovo opposto della Gioiella Prisma!

TARANTO. Campione del mondo Under 21 a Cagliari, in forza oggi alla squadra pugliese nel match di esordio per il club nella massima categoria, contro Vibo Valentia ha firmato ben 19 punti in due set e mezzo, sostituendo il veterano Giulio Sabbi alla corte di coach Di Pinto 

Di Redazione | Mercoledì, 13 Ottobre 2021 06:39

Tommaso Stefani (Photo credits Vanni Caputo, ufficio stampa Gioiella Prisma Taranto)

 

Di Sesto Fiorentino, 210 centimetri di forza e sfrontatezza, Tommaso Stefani ama cucinare nel suo tempo libero e si allena con costanza e dedizione, non teme il campo e sta lavorando su se stesso per riuscire a diventare uno degli opposti di punta del campionato di Superlega. La sua carriera ha avuto uno slancio negli ultimi due anni con la vittoria del mondiale Under 19 e l’argento all’Europeo, infine l’oro al mondiale concluso appena dieci giorni fa. A Ravenna era il secondo di Evans e Pinali, e prima di allora ha giocato in A2 nel Club Italia, uscendo dalle giovanili della Lube Civitanova.

Che esperienza è stata vivere il mondiale con questo gruppo Juniores allenato da Frigoni?

“Esperienza meravigliosa, anche se purtroppo è stato vissuta con le limitazioni da Covid quindi non al 100% come le altre competizioni, però abbiamo creato un gruppo meraviglioso, gli stessi da molti anni salvo un paio di elementi e ci troviamo davvero bene tra noi, un percorso indimenticabile coronato da una vittoria che ne ha suggellato l’importanza e la bellezza”.

Rispetto al percorso dei tuoi coetanei, in 8 anni sei arrivato giovanissimo in massima serie ed ora stai dimostrando di essere all’altezza del campo, senti di aver bruciato magari qualche tappa?

“Non penso che ci sia una strada da percorrere per forza uguale per tutti, io ho fatto qualche anno di giovanili con Civitanova, mentre ad esempio Michieletto a differenza mia ha iniziato anche prima a giocare in Superlega. Credo che ognuno debba trovare il proprio percorso che non è mai scritto, bisogna procedere per tentativi”.

A Ravenna vice di Evans e Pinali, poi approccio con Taranto, club neo promosso. Come ti stai trovando?

“Sono qui a Taranto da una settimana, il gruppo mi è subito piaciuto, con una squadra neopromossa è bello vivere il percorso da dentro crescendo piano piano, abbiamo giocato una sola partita e purtroppo il risultato è stato negativo ma avremo tempo di affiatarci e conoscerci meglio, non sarà semplice contro squadre che magari si conoscono da tanto, però dovremo cercare di trovare il nostro gioco più in fretta possibile”.

Sei entrato sfrontato ed hai firmato subito 19 punti, impresa non semplice, sei un atleta caratterialmente spigliato e non ti tiri indietro.

“Caratterialmente in realtà ci ho dovuto lavorare molto e ci sto lavorando tuttora però cerco di rendermi più utile possibile alla squadra in cui sono ed essere un punto di riferimento importante”.

Sogno nel cassetto?

“Diventare un opposto di punta della superlega, è chiaro che diventa la principale attività dell’anno, quindi naturalmente è il mio primo obiettivo. Voglio essere uno di quelli a cui nei momenti importanti il palleggiatore non ha paura a dare la palla. Poi naturalmente c’è il sogno azzurro di entrare un domani nella nazionale seniores, sarebbe non la ciliegina sulla torta ma addirittura una torta in più. Ora abbiamo finito l’esperienza del giovanile, sarebbe fantastico essere convocato anche solo per gli allenamenti e magari un giorno entrare nella rosa”.

Che cosa ne pensi delle esperienze azzurre di questa calda estate appena conclusa, dalle Olimpiadi all’Europeo poi con una rosa quasi del tutto ridimensionata?

“De Giorgi ha fatto un ottimo lavoro, questo dimostra senz’altro che c’è in atto un ricambio generazionale, l’Europeo lo ha dimostrato, è stato vinto praticamente da tanti ragazzi della mia età, anche se l’esempio dei più veterani è molto importante e va assolutamente rispettato”.

Dall’alto dei tuoi centimetri (210), hai mai pensato di fare qualche sport diverso rispetto al volley?

“Ho provato, ma non facevano per me, in particolare il contatto fisico non mi entusiasmava come caratteristica e così da 8 anni mi sono dato alla pallavolo”.

Sei originario di Sesto Fiorentino, pensi che un giorno anche il volley maschile nelle tue zone potrà raggiungere certi livelli, seguendo l’esempio delle squadre femminili che invece sono già in alto?

“Io lo spero vivamente, mio padre segue la squadra che ora è in serie C ed è uno dei due presidenti della Pallavolo Sestese, non so quanto in alto potrà arrivare ma si sta facendo veramente in quattro per la pallavolo toscana e credo che persone come lui che lavorano sul territorio per farlo crescere siano da ammirare”.

Quanto tempo hai dedicato al volley e quanto alla famiglia durante l’estate?

“Tempo per la famiglia è stato davvero poco, ora dopo la partita di Ravenna spero di fare un paio di giorni a casa per poter salutare tutti, visto che dal Mondiale ancora non ho avuto occasione perchè sono arrivato subito a Taranto. Da giugno ad oggi abbiamo fatto un’estate all’insegna del volley a ritmi veramente serrati, salvo un paio di giorni qui e lì è stato tutto tempo dedicato alla pallavolo, diciamo che ne è valsa la pena perchè ho raccolto i miei frutti e sono contentissimo di averla sfruttata in questo modo, ma senz’altro la voglia di rivedere la mia famiglia e stare con loro almeno un paio di giorni è tanta”.

 

Intervista a cura di Linda Stevanato

 

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