NEWS. Caso Lugli, il Volley Pordenone ritira la citazione e paga le mensilità

ROMANENGO (CR). Lara Lugli vince la sua battaglia. Una battaglia, sostenuta da tutto il mondo del volley e non solo

Di Francesco Jacini | Sabato, 15 Maggio 2021 07:16

Lara Lugli (foto © Rubin x LVF)


E' doveroso fare un passo indietro Lo scorso 8 marzo l'atleta modenese, Lara Lugli, classe 1980, aveva fatto denuncia di non aver ricevuto gli stipendi della stagione 2018/2019 quando il Volley Pordenone militava nel campionato di B1 dopo che aveva comunicato al club l’impossibilità a proseguire la stagione perché in maternità, risolvendo il contratto.

Le atlete di volley (come in altre discipline sportive) non sono professioniste e quindi non esiste nessuna forma di garanzia a tutela della maternità. Lugli aveva chiesto alla società, oggi Maniago Pordenone ma che non si è iscritta al campionato di B1 in questa stagione, di saldare la mensilità di febbraio (circa mille euro) che ancora non aveva ricevuto nonostante fosse scesa in campo. Il club però non solo aveva respinto l’ingiunzione presentata dalla sua ex giocatrice ma anche inviato una citazione per danni, rea di aver omesso al momento dell’ingaggio “la propria intenzione di avere figli”. Ieri, in sostanza, il Volley Pordenone ha ritirato la citazione, ottemperando agli impegni economici.

"E’ una grande vittoria per tutti - afferma Lara Lugli nel comunicato stampa di Assist- ed era molto importante che questa causa non entrasse nemmeno in un Tribunale a dimostrazione della sua infondatezza. E’ un forte segnale per tutte le donne, non solo atlete, che si trovano a dover affrontare queste situazioni assurde. Voglio ringraziare tutti quelli che sono stati al mio fianco, in particolare il mio legale Bonifacio Giudiceandrea, il mio agente Stefano Franchini, Assist Associazione Nazionale Atlete e AIP, perché il loro sostegno è stato per me fondamentale".

"Non poteva esserci altro epilogo - dichiara la presidente di Assist Luisa Rizzitelli - e si è giustamente evitata una macchia indelebile per lo sport italiano e un vero oltraggio alle donne tutte. Siamo fiere di essere state accanto a Lara Lugli, donna coraggiosa che speriamo voglia continuare con noi a battersi per i diritti delle donne nello sport. Questa vittoria va condivisa con tutti gli atleti e le atlete, le associazioni, le parlamentari e i parlamentari e i cittadini e le cittadine che si sono uniti a noi in un'enorme protesta. Ci abbiamo messo due mesi che sono stati difficili ma, come ha detto ieri Antonella Bellutti nel suo discorso al Consiglio Nazionale Elettivo del CONI, non era tollerabile che nello "Sport dei valori" la maternità non trovasse posto e rispetto. Adesso confido che la FederVolley faccia da buon esempio per tutte le altre Federazioni e che il CONI assuma la posizione di spinta e controllo, per la tutela dei diritti delle atlete. Bisogna cambiare passo su questo e bisogna farlo adesso. Noi siamo a disposizione con la convinzione che non ci siano strade che non si possano percorrere insieme".

La vicenda di Lara Lugli (che nel corso della sua lunga carriera ha vestito anche la maglia di Casalmaggiore) si è chiusa con l'happy end ma resta ancora aperto il discorso del professionismo nello sport femminile ed il discorso maternità e puerperio per queste ultime.

 

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