STORIE. La casalasca Lucia Bacchi racconta le sue Champions League

CASALMAGGIORE (CR). Nel corso della vita di un’atleta ci sono sempre delle date a cui, volenti o nolenti, facciamo riferimento e l’atleta stessa seppur ne ha vissute tante le ricorda con particolare emozione

Di Redazione | Venerdì, 04 Dicembre 2020 10:42

Nella foto Lucia Bacchi ed i trionfi in Champions League


Nel mondo del volley femminile, oltre ai successi nazionali, di squadra e singolarmente, una delle date con cui ci si fa sempre i conti, sono la conquista di un prestigioso riconoscimento a livello continentale e, nello specifico, del massimo riconoscimento targato CEV: la Champions League. Facciamo dunque una piccola cronistoria di questi due momenti che hanno visto tra le protagoniste una bionda ragazza dagli occhi color del mare (il suo mare della riviera romagnola dove attualmente risiede e lavora) della bassa Lombardia (Casalmaggiore per l’esattezza) che con la passione e la determinazione delle prime uscite in palestra lontano da casa ancora oggi abbiamo il piacere di ammirare sui taraflex della penisola e con cui abbiamo scambiato una piacevole chiacchierata: stiamo parlando di Lucia Bacchi.

29/03/2009: Inizio primavera nella fredda Russia; ad affrontare la corazzata della Dinamo Moscow, tra le cui fila anche l’italiana Simona Gioli, scende in campo l’«italianissima» (tra le sue file si annoverano solo atlete italiane e lo staff della coppia Miceli-Mazzanti) squadra rosso-blu della Foppapedretti Bergamo: Lobianco al palleggio in diagonale con Ortolani, le centrali Barazza e Arrighetti, libero Merlo e le tre bande che si alternano in posto 4 Bacchi, Del Core e Piccinini. In altre parole sembra che sia scesa in campo la nazionale italiana con la squadra russa in una competizione per club. "Una partita dal grande ritmo agonistico ed entrambi le squadre non si sono risparmiate nulla fino alla fine del match che siamo riuscite a conquistare al tie-break dopo oltre due ore e mezza di lotta». Così commenta Bacchi quella partita. "Una vittoria che è giunta dopo tante trasferte lunghe e sofferte e alle quali solo la conquista del gradino più alto di quel sospirato podio ci dava la forza per andare avanti. Ma anche il gruppo coeso e determinato – prosegue Lucia - e in quel gruppo anche l’amicizia con Jenny (ndr Barazza) con cui ancora oggi rincontrandola in occasione di qualche partita (ad esempio lo scorso anno prima della sospensione causa covid del campionato nell’incontro tra Ravenna e Olbia), è come se ci fossimo viste e incontrate il giorno prima".

10/04/2016: il palcoscenico di questa edizione della Champions League è il PalaGeorge di Montichiari e ad organizzare quella final four la VBC Pomì Casalmaggiore, squadra del paese di Lucia Bacchi (Casalmaggiore appunto) e che annovera tra le sue fila, messe in campo dalla sapiente mano di Massimo Barbolini, ricordiamo Lloyd in palleggio con Kozuch opposto, le centrali Stevanovic e Gibbemeyer, le bande Tirozzi – PiccininiBacchi e il libero Sirressi. "Il sabato precedente la finale avevamo superato con un netto 3-0 la Dinamo Kazan della mia ex compagna “orobica” Antonella Del Core e alla finale, con tanto di effetto sorpresa, ci saremmo trovate contro la corazzata turca del Vakifbank guidata da Giovanni Guidetti. L’emozione di scendere in campo e vedere il palazzetto riempito all’inverosimile quasi tutto colorato di rosa (con un piccolo spicchio giallo dei tifosi turchi) mi fa venire ancora i brividi – trapela emozione nella voce di Lucia. E poi la vittoria a sorpresa della mia squadra, della squadra del mio paese, dove sono nata, cresciuta e partita all’età di 14 anni per seguire la mia passione, dove tuttora ho i miei affetti più cari".
Emozione e pathos che accrescono ancor di più quando Lucia ci racconta dell’arrivo del pullman quella notte in piazza a Casalmaggiore: "Non ricordo esattamente a che ora giungemmo in paese quella notte del 10 aprile ed essere accolti dai tifosi fu un momento di infinita gioia, soprattutto perché quei tifosi erano le stesse persone che ho sempre incontrato nella quotidianità della mia vita, a fare la spesa al supermercato, oppure il vicino di casa della mia mamma, o colei che ti ha visto bambina giocare nei cortili o nelle piazzette della cittadina casalasca".

Lo sport è fatto da persone, ognuna con la propria personalità, i propri pregi ma anche i propri difetti, e Lucia di persone e di compagne di squadra ne ha avute davvero tante e con tutte sempre ottimi rapporti.  "Nei due anni passati a Casalmaggiore, il mio ricordo va ai componenti della società, persone determinate e animate da tanta passione, e alle mie compagne Carli (che gioia quando ho saputo della notizia della sua maternità), a Valentina (il capitano che con piacere ho incontrato quest’anno in occasione della nostra partita contro la sua squadra di Talmassons) e Jole (Stevanovic) incontrata in un autogrill lo scorso anno per una concomitante sosta post gara del pullman ravennate e quello di Scandicci". Giungiamo allo scorso campionato, conclusosi in anticipo per le note vicende dell’emergenza sanitaria e Lucia Bacchi probabilmente ha deciso di terminare qui il suo percorso, prendendosi i suoi spazi e staccare la spina perché "incomincio ad avvertire il peso delle mie quaranta primavere e indubbiamente non riesco a mantenere i ritmi di allenamento che a livello sia di A1 sia di A2 comportano due allenamenti giornalieri". Questo il motivo per cui Lucia la scorsa estate aveva deciso di appendere le ginocchiere al chiodo.

Ma… le belle favole non possono finire così, per di più anche anticipatamente a causa di un virus: "Fine agosto scorso, ormai con il campionato a ridosso, visto che quest’anno si è anticipata la partenza della stagione agonistica, ricevo una telefonata da un mio ex allenatore, Fabio Bonafede, con cui ho vinto il campionato di A2 a Bolzano, l’anno prima del mio ritorno a Casalmaggiore, il quale mi chiede se ero disponibile a far parte della sua squadra in A2 la Megabox Vallefoglia. Nonostante la mia ferma volontà di non accettare, alla fine Fabio anche questa volta ha avuto la meglio (così come capitò proprio con Bolzano) e anche quest’anno ricalco il taraflex e finora qualche bella soddisfazione insieme alla mia nuova squadra ce la stiamo già togliendo". In conclusione, non manca di brillare il suo splendido sorriso quando mi annuncia, che alla fine dell’attuale campionato il suo numero di cellulare risulterà irraggiungibile per tutti (specialmente per Fabio) perché ha deciso di smettere con il volley.

Voi ci credete??? Io NO!

 


Servizio a cura di Roberto Muliere

 

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