CUORE DI … MAMMA. Flavia Marcolina racconta sua figlia Greta

MANIAGO (PN). Secondo appuntamento con la speciale rubrica di Baloo Volley, Cuore di.., che racconta le storie della pallavoliste viste da una prospettiva diversa: oggi conosciamo la storia di Greta Marcolina nel racconto della mamma

Di Francesco Jacini | Domenica, 22 Novembre 2020 11:01

Mamma Flavia e Greta Marcolina


Flavia Corona (solo omonimia con i famosi Fabrizio e Federico, ndr) in Marcolina, tra un ricordo e l’altro, traccia il profilo della figlia, non solo pallavolistico, in questa stagione che tarda a prendere il via (gennaio 2021), Greta schiaccerà per l’ambiziosa Anthea Vicenza (serie B1), prosecuzione di una storia sportiva iniziata un giorno come nella trama del film ‘Tutto accadde un venerdì’. Non so se fosse un venerdì ma in un giorno qualunque Flavia ha accompagnato la piccola in palestra per la prima volta. “E’ successo tutto per caso quando frequentava le scuole elementari: era un progetto di scuola di un appassionato che più che altro era un progetto a palla rilanciata alla fine hanno chiesto se voleva entrare nella squadra di Monte Reale Valcellina”.

Nonostante la giovane età, la futura Tigre, spiccava per talento e passione per la pallavolo e Monte Reale Valcellina a Pordenone il passaggio breve. “Un giorno ci ha chiamato da Nicola Barattin che aveva contatti con le giovanili dell’allora Volley Vicenza (formazione in serie A1, ndr) e lo staff tecnico la voleva fortemente. Ne ho parlato anche Dario, suo papà, e l’abbiamo accompagnata perché volevamo capire a cosa sarebbe andata incontro anche con la scuola anche perché sarebbe andata al Liceo Scientifico l’anno successivo: lontana da casa, sarebbe stata dura sia per noi sia per lei per cui è stata una decisione molto sofferta. Mi ricordo che era la festa della mamma”. Era il maggio 2006, Greta non aveva ancora compiuto quattordici anni.

Tre ore venti minuti in auto, prendendo la A4, 332 chilometri di distanza ma nel cuore di una mamma (e papà e della sorella maggiore, Giorgia) può sembrare una traversata atlantica. “Eravamo preoccupatissimi – ricorda la signora Flavia -. Chiedevamo rassicurazioni del tipo chi le curava come sarebbe stata la vita quotidiana, la scuola, i pasti. Ogni fine settimana andavamo a trovarla per starle vicina, oltre che per assistere alle partite e sapere i risultati scolastici, parlando con gli insegnanti, era gli anni dell’adolescenza e della crescita”.

Greta cresceva e diventava sempre più brava, diventando un punto di riferimento per le squadre giovanili biancorosse in cui militava, vincendo due Scudetti Under 18 (2008, 2010) ed una Girl League. “Sono state le esperienze più belle, erano le prime e si era creato un bel gruppo di genitori, eravamo molto uniti ed è stata l’occasione per vedere l’Italia, potendo conoscere luoghi e specialità. Ricordo con piacere il secondo scudetto Under 18, giocato a Costa Volpino: è stato bellissimo rimontare da 0-2 a 3-2 contro il San Donà. Quando soffri durante la partita ed alla fine vinci la soddisfazione è maggiore”.

Lasciata Vicenza (ma poi ci tornerà come abbiamo visto), Greta ha giocato Verona, dove ha completato gli studi, Crespellano, vicino a Bologna, Asti e Montecchio Maggiore dove è rimasta cinque stagioni. “L’abbiamo sempre sostenuta in tutti i modi, poi per una serie di circostanze è arrivata a Montecchio Maggiore. E’ stato un bel quinquennio dove sono andate dalla B2 alla A2. Un bel salto, vittorie meritate ed anni ricchi di soddisfazioni per lei e anche per noi”. Lo scorso settembre Greta che dal 2014, dopo un’intervista, è diventata la Tigre di Maniago, ha compiuto ventotto anni e da ragazzina sorridente è diventata una donna bellissima. “L’ho vista crescere ma senza la quotidianità ed ho ammirato la sua determinazione quando stringeva i denti per giocare. Il nostro rapporto? E’ sempre stato lo stesso e continua ad esserlo anche se noi è a casa con noi. Spero che possa realizzare tutti i suoi sogni ed augurarle il meglio possa chiedere per i propri figli” conclude Flavia.

 

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