CUORE DI PAPA'. Lino Gentili parla di sua figlia Francesca

BOLZANO. La personalità, forza e carattere di un’atleta nascono anche dai valori che vengono trasmessi dalla famiglia. Baloo Volley inaugura una mini rubrica che vuole narrare le storie di atlete viste da un angolatura diversa, quella di un genitore mamma o, in questo caso, quella di un papà

Di Francesco Jacini | Giovedì, 29 Ottobre 2020 19:35

In copertina Francesca Gentili con il papà ed il fratello Stefano 

 

Lino Gentili, padre di Francesca, centrale dell’Exacer Montale (serie A2 girone Ovest), con un passato recente ad Offanengo (2018-2019) ed uno lontano all’Esperia Cremona (2008-2009), ne racconta la storia sportiva con gli occhi di un tifoso e con il cuore di un papà. “La pallavolo mi è sempre piaciuta come sport ed è stato il mio gioco preferito durante gli anni di scuola. Da studente universitario ho giocato con la squadra del Cus Padova, ma dopo un certo periodo, ho smesso dal momento che un impegno sportivo regolare era poco compatibile con gli studi di medicina. Quando Francesca era bambina, giocavamo a volte sui prati con un pallone da pallavolo: all’età di undici anni (2001) fa il suo debutto nella sua prima squadra, la Dribbling di Bolzano. In quel periodo nuotava molto bene e le era stato chiesto di allenarsi regolarmente, ma lei ha preferito proseguire con il volley”.

Due anni al Dribbling, Francesca nel 2003 approda alla società del Neugries (Bolzano), dove si è trovata molto bene, diventando sempre più brava ed appassionata alla pallavolo, grazie anche all’allenatore Pauli Hintner. “In quel periodo anche un’altra società era molto interessata a lei, il Neruda di Bronzolo (società che alcuni anni dopo avrebbe raggiunto la serie A1, ndr), ma Francesca decise di restare al Neugries”. Il 2004 è stato l’anno della svolta nella carriera di una futura campionessa. “Francesca viene convocata a Trento per una prima selezione ed è stata l’unica del Trentino Alto Adige ad essere scelta per una ulteriore convocazione a Cerea (Verona, ndr) dove è risultata tra le migliori ventidue ragazze dell’Italia del Nord. A maggio 2005 la accompagnai – prosegue Lino – a Ravenna per un week end speciale: la selezione finale per essere ammessa al Club Italia. Sono stato contatto personalmente da Marco Bonitta che ha proposto l’inserimento di Francesca nel gruppo azzurro dall’agosto successivo per il periodo di tre anni. Mi ricordo che quella stessa sera ho comunicato questa proposta a casa con gli occhi lucidi dal momento che dentro di me sapevo che mia figlia avrebbe abbracciato questa opportunità”.

E così a quindici anni Francesca esce di casa con una valigia piena di sogni ed un futuro tutto da scrivere che si colora di azzurro. “Non è facile a questa età lasciare la mamma, il papà ed il fratellino Stefano, amiche ed amici, la propria città e…. Layla, il suo amato cucciolo di labrador, scelto da lei solo qualche mese prima. Per noi genitori le incognite erano tante: il dubbio per una decisione così importante nell’età critica dell’adolescenza, come si sarebbe trovata con le sue compagne, l’incognita della scuola (Liceo Scientifico), gli allenamenti, il ritmo di vita diverso in un ambiente nuovo, e che cosa le avrebbero riservato il futuro…”.  Francesca si è abituata a questo nuovo ritmo di vita, senza particolari problemi, divisa tra scuola e palestra, libri e pallavolo, con una partita al sabato sera. “Noi andavamo spesso a trovarla – ricorda – per trascorrere insieme a lei tanti momenti lieti a Ravenna e dintorni, orgogliosi di veder giocare nostra figlia con la maglietta azzurra”.

 

Francesca Gentili, con i genitori Lino ed Erika a Cremona nel 2009

 

Gli anni in azzurro di Francesca sono stati intensi, ricchi di emozioni  e di soddisfazioni, ed ha avuto l’opportunità di girare l’Italia, l’Europa ed il Mondo. E la sua famiglia, ovviamente, non ha fatto mancare la sua presenza. “Nell’aprile del 2007 si è svolto il campionato Europeo Prejuniores a Brno (importante città della Repubblica Ceca), dove le azzurrine si sono piazzate al terzo posto. Ad agosto dello stesso anno, l’Italia ha partecipato al campionato Mondiale Under 18 nella città di Tijuana, principale città dello stato messicano della Bassa California, Vista l’alta pericolosità di questa città, abbiamo pensato bene di alloggiare in un residence protetto, situato sulla costa del Pacifico. Purtroppo la sconfitta con la Repubblica Dominicana ha compromesso il cammino della nostra squadra. Alla fine del campionato abbiamo trascorso con Francesca un’indimenticabile vacanza a Santa Monica (Los Angeles). L’anno successivo, a settembre 2008, si svolgono a Perugia e Foligno i campionati Europei Juniores, dove le nostre ragazze hanno messo al collo la medaglia d’oro. Ho assistito a tutte le partite dell’Italia, guidata da Marco Mencarelli, con trepidazione. Ricordo le belle vittorie contro Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Ucraina e Turchia; memorabile le partite contro la Serbia e Russia in semifinale e finale. Scattare delle foto a mia figlia con una medaglia d’oro al collo, le mani che sollevano una coppa ed una bandiera tricolore sulle spalle è stata una sensazione unica. Una settimana indimenticabile ed uno splendido ricordo”.

Durante l’estate, la prima firma con una squadra di A2, l’Esperia Cremona (allora targata Magic Pack). “Della città natale di Stradivari conservo un caro ricordo”. Il 13 ottobre 2008 l’esordio in A2 a Donoratico, condito da una vittoria per 3-2 (e primo punto in serie A, ne seguiranno altri 809, ndr). A fine stagione lo scoglio dell’esame di maturità. “Per me è un momento di orgoglio perché Francesca lo affronta con determinazione e impegno in un Liceo Scientifico di Trento mai frequentato prima: è l’unica tra i privatisti ad essere promossa!” ricorda. Dopo Cremona, due anni in A2 nella città di Giulietta e Romeo. Nel 2011 l’esordio nel massimo campionato ad Urbino, città natale di Raffaello (26 dicembre in Urbino-Piacenza 3-2, il debutto tra le grandi, ndr). “Di questa città mi fa piacere ricordare il calore e l’entusiasmo dei suoi tifosi, sempre molto numerosi che seguivano la loro squadra ovunque”. Dopo due stagioni ad Urbino, il percorso sportivo ha riportato Francesca nella sua città natale, dove gioca per un campionato (2013-2014) con la maglia del Neruda Volley in A2. Quindi due stagioni a Bologna dove si trova anche il fratello Stefano che frequenta l’Università. “Durante questo periodo Francesca riesce a raggiungere anche un altro obiettivo molto importante: il 22 marzo 2015 si laurea in Scienze Motorie presso l’Università di Urbino”. Segue il Giro di Lombardia, tra Albese con Cassano, Bedizzole ed Offanengo, nei pressi di Crema. "Credo che ad Offanengo sia riuscita ad esprimersi al meglio, soprattutto nella fase dei play off fino alla finale per la promozione in A2 persa contro Montale”.

Il resto è storia recente, con il ritorno in serie A2 a Montale nel modenese, terra di pallavolo, buona tavola e della Ferrari. La stagione, purtroppo, è stata interrotta dalla pandemia e quella cominciata da non molto già prosegue anche a singhiozzo (vedi le tre gare rinviate contro Torino, Roma, Sassuolo). “Per concludere vorrei aggiungere che ricordo con piacere ed una certa nostalgia gli innumerevoli week end trascorsi insieme in giro per il Bel Paese con tutta la famiglia, con Layla al seguito, le tante partite emozionanti, vittorie e sconfitte, vissute tutte con trepidazione. Penso ai tanti bei posti che abbiamo visitato e, dulcis in fundo, alle numerose specialità enogastronomiche locali che hanno allietato le nostre serate. Ricordo in particolare tutti gli splendidi compleanni e le diverse festività di Natale che abbiamo festeggiato tutti insieme lontano da casa. Il compleanno più recente di Francesca non abbiamo potuto passarlo insieme per via delle restrizioni della pandemia: i suoi trent’anni (28 marzo), ‘trent’anni di amore e profondo affetto’. Poter accompagnare e sostenere Francesca in questo cammino, è stata una delle esperienze più belle e significative della mia vita. L’affetto profondo che si prova come genitore per i propri figli è qualcosa che non si può descrivere. Il fatto che Francesca sia andata via di casa a soli quindici anni ha comportato comunque un grande sacrificio dal punto di vista emotivo, e non solo, sia per lei che per la mamma, il papà ed il suo fratellino Stefano. Francesca ci è mancata tanto, a volte troppo, in tutti in questi anni. Posso dire, comunque, che sono lieto che lei sia sempre stata contenta e serena per la scelta che ha compiuto. Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” conclude. Al momento la pallavolo vive un momento di forte incertezza.

Nonostante tutto, la carriera di Francesca prosegue per scrivere nuove pagine di sport e di vita, e mi permetto di affermare che esistono due categorie di atlete: quelle che vincono ma non emozionano e quelle che riescono a regalarti dei brividi durante il gioco. Francesca fa parte di quest’ultima categoria.

 

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