BALOO VOLLEY IN TOUR 3.0. Conosciamo Codogno, il grande cuore della Bassa Lodigiana

Centro della pianura nota come Basso Lodigiano, è la seconda città più popolata della provincia di Lodi. Baloo Volley 3.0 vi racconta Codogno comune di 16019 abitanti dall'ultimo dato Istat situato in Lombardia

Di Redazione | Giovedì, 10 Settembre 2020 19:12

La piazza di Codogno


È frequentato soprattutto per la presenza del presidio ospedaliero delle industrie e delle scuole che esercitano un forte richiamo sul circondario. Il nome Codogno deriverebbe da quello del Console Aurelio Cotta vincitore dei Galli insubri.
Furono una popolazione stanziata nell'Italia nord-occidentale) che popolavano quelle terre. Si tratta però di una supposizione, la prima testimonianza certa della presenza di Codogno risale al 997, quando il centro abitato di Codogno viene citato in un diploma dell'imperatore Ottone III, Re l'Italia e di Germania dal 983 al 1002 e Imperatore nel sacro Romano impero gol 996 al 1002.

Pochi anni dopo lo stesso Ottone III donò il feudo ad un Conte di nome Ruggero nel XI secolo comunque, Codogno divenne feudo del Vescovo di Lodi che amministrò fino al XV secolo. Dopo la lunga giurisdizione del vescovo di Lodi, nel 1441 Filippo Maria Visconti signore di Milano cedette Codogno alla famiglia Fagnani e successivamente alla famiglia Trivulzio, fu sotto il loro operato che Francesco Sforza (è stato duca di Milano) diede a Codogno il rango di borgo.
All'epoca il centro aveva una forte attrazione autonomistica con la propria vita commerciale, piccolo Polo di attrazione per tutti i paesi limitrofi, tant'è che i cittadini si slegarono dalla realtà del territorio dei Trivulzio e chiesero di essere considerati Piacentini allo scopo di avere un mercato più libero e ampio. Molti dei loro prodotti infatti, trovarono collocazione sul mercato di Piacenza che i codognesi raggiungevano attraversando il Po via di comunicazione privilegiata anche con Venezia per l'accesso agli scali del Levante.

Esportavano specialmente prodotti caseari non a caso a Codogno sorse la prima industria italiana del settore lattiero caseario la Zazzera e successivamente la più rinomata Polenghi Lombardo (l'azienda è nata nel 1870 dai fratelli Pietro e Paolo Polenghi purtroppo chiusa nel 1997). L'inizio del XVI secolo fu caratterizzato dalla battaglia tra Francia e Spagna per l'occupazione dell'Italia culminate con il saccheggio della città da parte del duca di Borbone diretto a Pizzighettone e dalla peste del 1516 che arrestarono lo sviluppo del borgo. Nel 1524 La città fu dotata di fortificazione e negli stessi anni fu eretta la chiesa di San Biagio.

Nel 1639 Codogno fu occupata dai Lanzichenecchi (soldati mercenari di fanteria arruolati da legioni tedesche del Sacro Romano Impero) che vi diffusero la peste, i residenti tuttavia pur ridotti di un quinto raggiunsero la soglia dei 6500 abitanti garantendo alla città una fiorente è stabile ricchezza. L'affermata prosperità economica spinse i rettori del borgo a chiedere l'emancipazione della servitù feudale. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale dopo i numerosi deceduti della Prima Guerra Mondiale molti cittadini di Codogno aderirono alla Resistenza, fu l'insieme di movimenti politici e militari che in Italia si opposero al nazifascismo nell'ambito della Guerra di liberazione italiana) e questo nonostante la vicinanza con il grosso centro fascista di Piacenza e la zona tatticamente difficile, nella quale passavano i tedeschi in ritirata per lasciare l'Italia.

Nel 1955 ottiene il titolo di città soddisfacendo il desiderio che gli abitanti avevo espresso a Napoleone Bonaparte oltre 150 anni prima. Nel 1992 il comune di Codogno è passato dalla provincia di Milano alla provincia di Lodi e nel febbraio del 2020 ha avuto origine il primo focolaio italiano accertato della pandemia di covid-19m originatasi in Cina nel dicembre 2019.

Le società pallavolistiche principali sono due. Il Volley Codogno, nata nel 2002, che come punta massima ha raggiunto il campionato di serie D e la Cappu Volley che partecipa al campionato di B maschile. In verità quest'ultima ha la sede nella vicina Casalpusterlengo ma gioca al PalaCampus. Nel 2018 le due realtà in sinergia hanno dato vita al consorzio giovanile Blu Volley.

La pallavolista più famosa di Codogno è senza dubbio Cecilia Nicolini, ruolo alzatrice, classe 1994. Cresciuta nelle giovanili del Volley Codogno è passata al Crema Volley, esordendo in A1; negli anni successivi ha giocato Montichiari, Pavia, Lodi, Lilliput Settimo Torinese, Offanengo e Futura Volley Busto Arsizio.

Con questo articolo vogliamo a ringraziare tutte le persone che sono stata in prima linea in tutti gli ospedali d'Italia nei mesi più difficili durante questa pandemia. Sappiamo perfettamente che non è ancora finita quindi esortiamo i nostri lettori ad attenersi alle norme sanitarie, consapevoli che se collaboriamo tutti ne usciremo più forti. Un pensiero va a tutte le persone ci hanno lasciato.

 

La redazione

Francesco Jacini, Marco Boldini, Maurizio Molaschi, Davide Moroni, Sara Angelini, Linda Stevanato, Luca De Cani, Claudio Cornalba, Marcello Allocchio

 

RIPRODUZIONE RISERVATA di testi e foto

 


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