STORIE. Dalla Pianura Padana al Midwest: lo spirito libero di Erica Fava

PIACENZA. Agosto 2019. A diciassette anni si immagina una terra promessa dove crescere i propri pensieri nel sangue scorre il rock, il rap e voglia d'America e tanta voglia di vivere una fantastica avventura e praticare lo sport che più si ama la pallavolo

Di Francesco Jacini | Martedì, 19 Maggio 2020 15:16

Erica Fava con la maglia delle Mavericks

 

Il sogno americano per l'italiano medio sarebbe la California, spiagge, divi ed onde oceaniche oppure i grattacieli di New York, regno della finanza e politica, oppure i ranch del Texas o dell'Arizona. Quando l'associazione STS Education, agenzia che dal 1958 promuove gli scambi scolastici tra l'Italia ed il mondo, ha accettato la domanda di Erica Fava, classe 2002, piacentina per trascorrere un anno di studio negli Stati Uniti con destinazione Kansas, è stato forte lo stupore.

"In realtà - racconta Erica, in esclusiva per Baloo Volley - non sapevo esattamente dove fosse il Kansas. All'inizio l'ho confuso con l'Arkanas". Stato federale del Midwest, 213 mila chilometri quadra, il cui nome significa dalla lingua Sioux, 'popolo del vento del Sud', stato conosciuto nel mondo della letteratura perché la protagonista del Mago di Oz, Dorothy, vi voleva ritornare. Sono 8.284 i chilometri che separano la città di origine romana, snodo che collega il Nord Ovest con il resto dell'Italia a Wichita, città più grande del trentaquattresimo stato nell'Unione entrato il 29 gennaio 1861 (qualche settimana prima della nascita del Regno d'Italia, 17 marzo). "Non ho scelto di andare lì - precisa -. Noi dobbiamo compilare una serie di moduli e preparare una nostra autobiografia e descrizione che vengono visualizzate dalle famiglie ospitanti. Sono loro che scelgono noi". La famiglia che ha accolto Erica sono Chris Bailey, la moglie Kelly ed i tre figli Grant, Emily e Alexis.

Cresciuta nelle giovanili del San Paolo di Piacenza, con il mito di Lucia Bosetti, con la maglia del Nure Volley ha centrato la promozione in B2 con la società, nata dalla sinergia tra la Pallavolo San Giorgio ed il Volleyball Pontenure. Sabato 29 maggio 2019. In 3 agosto la partenza verso gli States, Erica lascia la famiglia, gli amici ed il sogno di poter crescere come pallavolista. "Quando sono partita - prosegue - ho sostato tre giorni a New York City per fare il Welcome camp dell'associazione e un po' per abituarmi alla lingua. L'inglese degli americani è diverso da quello scolastico. Dopodiché sono partita il Midwest".

"Approccio con la famiglia è stato molto bello. Mi hanno accolto subito che se fossi una della famiglia e non un'estranea. Sono sempre stati bravissimi e sono molto amichevoli" prosegue. Dal Liceo Scientifico Respighi di Piacenza al Maize South High School di Wichita. "Prima di iniziare l'anno scolastico ho visitato la scuola, che conta 1400 studenti, le classi, mi hanno dato l'armadietto (proprio come nei telefilm) ed ho visto le strutture sportive tra cui la palestra. Il giorno dopo sarebbe iniziata la preparazione con la mia nuova squadra". Le Mavericks. Digressione. Dici Maverick si associa la pilota di caccia in Top Gun che ha il volto di Tom Cruise oppure alla famosa squadra Nba di Dallas. In realtà il termine è indicato dai cowboys per scegliere i giovani capi di bestiame, privi di marchio, partoriti dalle vacche nei pascoli in cui vivevamo in condizione di semilibertà.

Dalla C (promossa in B2) ad una scuola superiore, Erica esprime il suo spirito di cuore libero. "Il livello è medio alto - puntualizza Erica - ma è sempre una giovanile Under 18. Le mie compagne di squadra era molto fisicate, già facevano pesi, ed io ho usato tutta l'esperienza acquisita nei campionati con atlete più esperte". Nuova avventura sportiva ed umana per una ragazza che segue i suoi sogni come la strada dorata del Regno di Oz. "All'inizio non è stato facile, avevo un po' di paura quando parlavo perché pensavo che non mi capissero. Dalla seconda settimana sono riuscita ad esprimermi meglio, anche grazie a Kelly e alla sua famiglia. Quest'esperienza mi è servita tirar fuori il carattere. La famiglia mi è mancata come la quotidianità di Piacenza ma Wichita mi piaceva per il senso di indipendenza". Smells like teen spirit, come as you are Erica. Emilia. Piacenza, terra di prelibatezze culinarie. "La cucina italiana è tutt'altra cosa. Sono riuscita ad adeguarmi anche perché non c'erano alternative".

Passano i giorni e prosegue il campionato. "Siamo andate bene - prosegue -. Abbiamo perso solo due gare e ci siamo qualificate per la finale dello stato. Purtroppo non è andata bene ma l'esperienza del ricordo resta". La tecnica e la passione di Erica non passano inosservate ai piani superiori dei college. "Avevo la possibilità di poter entrare all'University of Central Missouri tramite una borsa di studio. Coach Flipp mi voleva fortemente ma la borsa di studio non riusciva a coprire tutte le spese perciò ho deciso di non accettare". Da agosto ad aprile Erica ha avuto l'occasione di vedere lo stato del Kansas, terra dei nativi, tra paesaggi indimenticabili da set di un film. "Wichita l'ho vista tutta e penso di conoscerla come le mie tasche. I Bailey mi hanno portato a Kansas City a vedere partite di pallavolo e nel Missouri a veder l'hockey e mi sarebbe piaciuto vedere anche il baseball. Abbiamo attraversato lo stato ho visto la prateria ed ho conosciuto le comunità Amish". A gennaio è stata testimone per il più grande evento sportivo che ha coinvolto lo stato: il trionfo dei Kansas City Chiefs al Superbowl. 

Per i n on adepti per gli sport americani, è la finale del campionato Nfl, la partita più seguita a livello mondiale. "In città si sono fermati tutti per la gara, l'attesa era alta, vedevano bandiere giallorosso ed ora. Quando i Chiefs hanno vinto il campionato(dopo oltre cinquant'anni, ndr) i tifosi sono impazziti ed hanno fatto caroselli con le auto". Tutto il mondo e paese, da Wichita come in Italia per uno scudetto o una promozione in serie A di una squadra di provincia. "Mi è spiaciuto a non vedere la parata dei festeggiamenti in città ma faceva troppo freddo , meno 20° gradi sotto zero, ed in quel periodo ero malata".

Sarebbe dovuta tornare in questi giorni quando i giardini di maggio si riempiono di nuovi colori con la fine dell'anno scolastico ed aver festeggiato il graduation day ma la pandemia del covid-19 ha cambiato i piani. "Sarei rimasta là ma in aprile l'associazione mi ha obbligata a ritornare. Dove ero io nel Midwest ci sono state pochi contagi non come a New York, nei primi giorni, però, la gente era nel panico. Quando ero là ero preoccupata per la mia famiglia, vista la vicinanza con la prima zona rossa, ed in tv e su internet ho visto cosa stava succedendo. Specialmente le bare trasportate sui camion a Bergamo. Adesso la quarantena la è finita sta tornata alla normalità". Orizzonti futuri ed orizzonti di gloria. "Mi è dispiaciuto non esserci per la festa di fine anno scolastico ed il giorno del diploma ma se mi dicessero di ritornare, sarei già pronta" conclude Erica. In attesa di poter rivivere il suo sogno americano come Dorothy di ritornare nel Kansas nel popolo del vento del Sud con cuore, testa e coraggio.

 

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