Conosciamo Jesi, un decennio nel volley di vertice

Eccoci qui ad affrontare un altro viaggio virtuale alla scoperta della nostra bella penisola in questa occasione facciamo sosta nelle Marche in provincia di Ancona e più precisamente a Jesi

Di Redazione | Domenica, 03 Maggio 2020 09:50

Jesi


Comune di quarantamila abitanti circa in cui si festeggia San Settimio il 22 settembre posizionato lungo il corso del fiume Esino che misura in totale novanta chilometri e sfocia nel comune di Falconara Marittima nel Mar Adriatico. E' il centro più importante dell'intera Vallesina sin dalla fine dell'Ottocento è soprannominata Milano delle Marche per via delle importanti traduzioni industriali che vanta la città nel dodicesimo secolo era capitale della Repubblica Aesina conserva un centro storico con importanti monumenti ed è ancora circondata da cinta murarie.

E' la terza città più popolosa della sua provincia dopo il capoluogo Ancona e Senigallia una leggenda narra che Jesi venne fondata da Esio il Re dei Pelasgi (complesso di popolazioni della Grecia preellenica) nel 768 avanti Cristo che donò il simbolo di un leone al blasone cittadino questo mitologico sovrano fu considerato il capostipite degli Etruschi dei Piceni e dei Sabini verosimilmente Jesi fu fondata dai Galli Senoni ( popolazione Celtica) i quali si stabilirono sulle rive del fiume Esino il loro ultimo avamposto in quel territorio che poi venne successivamente identificato dai Romani come Ager Gallicus e dedicarono la città ad Eso Dio toro greco Jesi aveva una grande importanza strategica perché situata a pochi chilometri dalla costa e sulla valle dell'Esino via d'accesso attraverso la Gola della Rossa ai territori degli Umbri successivamente nel quarto secolo avanti Cristo i Galli Senoni popolazione così così chiamata dalla loro città di provenienza l'odierna Sens comune francese situato in Borgogna scacciarono gli umbri e si stabilirono sulla costa orientale dell'Italia da Rimini ad Ancona .

Vi fondarono la Sena Gallia attuale Senigallia che divenne la loro capitale stabilire il confine meridionale del loro dominio sul fiume Esino e fecero di Jesi una Roccaforte di difesa contro i Piceni a seguito di un secolo che ho portato molti scontri tra Galli Senoni e Romani fi finché a seguito della battaglia del Sentino (nel 295 avanti Cristo oppose l'esercito Romano ad un'alleanza Aversa di popolazioni), dopo la disgregazione dell'Impero Romano d'Occidente risotto al quinto secolo dopo Cristo Jesi venne attaccata e distrutta da Odoacre così come nel 493 con la conquista dell'Italia da parte degli Ostrogoti venne nuovamente distrutta facendo un enorme passo in avanti nel 1808 con annessione delle Marche al Regno napoleonico della cosiddetta Repubblica Romana (sistema di governo della città di Roma) Jesi divenne uno dei capoluoghi di distretto del dipartimento del Metauro (prende il nome dal fiume Metauro) con la caduta di Napoleone a Waterloo nel 1815 Jesi tornò di nuovo sotto i Papi.

Nei primi decenni del ottocento si iniziò a Jesi un grande processo di industrializzazione con la nascita delle prime manifatture per la seta le vicende risorgimentali che condussero all'unità d'Italia coinvolsero diversi personaggi tra cui il marchese Antonio Colucci nato e deceduto a Jesi tra il 1821 ed il 1908 deputato e senatore del Regno d'Italia nel 1860 le truppe piemontesi guidate dal generale Cialdini (militare e politico italiano tra le figure di rilievo nel Risorgimento) sconfissero l'esercito Papale nella battaglia di Castelfidardo in cui si incontrarono gli eserciti del Regno di Sardegna contro quello dello Stato Pontificio che seguì un plebiscito che sancì la definitiva unione al Regno d'Italia. Nel 2014 Jesi è riconosciuta come città Europea dello sport nel territorio comunale viene coltivato il Verdicchio dei castelli di Jesi vino secco DOC (di origine controllata) per quanto riguarda l'artigianato Jesi è rinomata per la lavorazione del rame e della pelletteria.

Nella geografia del volley la società locale è la Giannino Pieralisi, fondata nel 1969. Raggiunta la A2 a metà degli anni '80, nel 2001 ha raggiunto la promozione in A1. Nei dieci campionati successivi è sempre stata al vertice, pur vincendono solamente una Challenge Cup nel 2008. Numerose campionesse come Eleonora Lo Bianco, Manuela Leggere, Elisa Togut, Darina Mifkova, Maja Ognijevovic, Simone Rinieri, Carme Turlea, Kilic Sokolova hanno indossati la maglia rossoblù. Attualmente partecipa al campionato di B2.

 

 


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Servizio a cura di Marco Boldini

 

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