PRIMA DIVISIONE STORY. I ricordi di Simona Mariano la 'Cacciatori' della Pallavolo Vailate

FARA GERA D'ADDA (BG). A cavallo tra il 1998 ed il 2001 nel campionato di Prima Divisione della Fipav Cremona (allora non ancora unita a Lodi) giocava una squadra sbarazzina, fastidiosa per chi voleva salire in serie D

Di Francesco Jacini | Mercoledì, 15 Aprile 2020 12:44

La Pallavolo Vailate, stagione 1999/2000. Simona ha la maglia numero 3

 

Contestualizziamo lo spazio geografico, Cremasco del Nord, e quello storico. La Comunità Economica Europea stava procedendo la corsa verso la moneta unica (dalla Lira all'Euro), gli esami di maturità stavano cambiando punteggio da 60/60 a 100/100 mentre la pallavolo, dopo l'introduzione del ruolo del libero, stava vivendo un cambio epocale con il passaggio del 'cambio palla' (ovvero serviva fare punto su proprio servizio per muove il punteggio) al Rally Point System (uno scambio vale un punto). Stiamo parlando della Pallavolo Vailate, allora targata Light Plast.

La formazione era guidata in regia dalle mani sapienti e giovani di Simona Mariano, ora splendida trentottenne e madre di due bellissime bambine. "Ho iniziato a giocare in prima media quando abitavo a Vailate - ricorda -. Sono stata coinvolta da Mara Guerini Rocco e diciamo che la mia carriera è iniziata lì. Il presidente era Mauro Vacchetti e allenatrici ho avuto Luisa Palazzo e Daniela Sgaria: da loro ho imparato molto ed ho ricordi bellissimi come ad esempio quando militavo nelle giovanili mi sono ritrovata ad allenarmi con la prima squadra, passando quattro ore in palestra, praticamente quasi tutta la settimana e ritrovando Luisa da allenatrice a compagna di squadra. Sensazioni indescrivibili dalla partita al dopogara come il rito della piadina da Calisto. Ho ottimi ricordi anche dei tecnici Giampaolo Samarani ed Ambrogio Ballace".

Vailate sono stati gli anni giovanili della formazione, prima atleta e poi donna (e madre) che Simona diverrà. "Era intenso e sentito il derby contro Agnadello, allenata da Santina Guarneri che poi ho ritrovato come allenatrice a Cassano d'Adda. Inoltre il Torneo Taverna era l'antipasto della stagione". Alzatrice attenta e precisa. "Devo essere sincera - prosegue - ho sempre giocato in questo ruolo sin dal primo giorno in cui ho messo piede in palestra. Luisa mi ha detto sei un'alzatrice nata. Ho sempre avuto mito Maurizia Cacciatori". Maglia numero 3 ma generosità da 7 e talento da 10 per genio ed imprevedibilità nello smarcare le attaccanti.

Lasciata Vailate nel 2001, si è trasferita a Cassano d'Adda con i genitori, Simona ha proseguito col volley. "Argentia Gogonzola con con coach Luca Longoni, New Volley Adda, Gessate dove ho vinto il campionato di Prima Divisione con coach Raul Maffioletti ed Inzago - ricorda -. Poi nel 2010 ho smesso per la maternità, ho ripresa ma dopo la seconda ho deciso di concludere. Non ho nessun rimpianto perché ho fatto tutto quello ho potuto, smettendo con la consapevolezza di non riprendere più". Possibilità di rientro molto difficile. "Per come mi conosco - precisa -gioco per vincere e non per partecipare e non per il gusto di farlo".

Dopo aver conseguito la maturità allo Sraffa di Crema nel ramo turistico, ora fa l'agente immobiliare, è prossima al matrimonio ed ha due splendide bambine e vive a Fara Gera D'Adda nella bergamasca, zona al confine con la provincia di Milano, un tempo confine tra Ducato e Repubblica di Venezia. "Alessandra ha otto anni e Sara, quattro. La più grande fa equitazione, la secondo la vedo più portata per il volley".

Vailate il primo grande amore non si scorda mai. "Sono rimasta in contatto con Mara (Guerini Rocco, ndr) tramite i social network. So che Mauro e Luisa sono al rimasti al timone della società e conosco i risultati importanti che hanno ottenuto (due promozioni in D ed una in C, ndr). So che sono ritornati alle origini con una squadra in Prima Divisione molto promettente. Quando riprenderà l'attività prometto che un sabato sera tornerò a Vailate a salutare presidente e dirigenti" conclude.

Una storia di sport locale, come tante ma unica, quella di Simona Mariano, una ragazzina che cresciuta come donna, grazie, all'insegnamento della pallavolo. Una disciplina che sa dare tanto dentro e fuori dal campo.


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