DIETRO LO SPECCHIO. Linda Stevanato, il tocco color rosa dell'Olimpia e del Valtrompia

BRESCIA. Fascino indiscreto, passione e competenza che trasudano non solo a parole ma anche con i fatti

Di Francesco Jacini | Sabato, 11 Aprile 2020 08:15

Linda Stevanato con la Coppa Italia di A2 (foto © Giuliani)

 

Protagonista della puntata odierna di Dietro Lo Specchio è Linda Stevanato, attenta e preparata addetta stampa della Caloni Agnelli Bergamo, formazione di serie A2 maschile, e del Valtrompia Volley, serie B. Bresciana, (l'età non si dice) è la penna ponte levatoio tra gli uffici stampa che gestisce, in coordinamento con la società, ed i media locali e nazionali. Un lavoro oscuro, per i più, che a volte viene premiato. Nei giorni scorsi è uscita una sua dichiarazione in un articolo della Gazzetta dello Sport, a firma di Giovanni Gardani, che racconta del momento drammatico vissuto dalle 'sue' città (Bergamo e Brescia) nella pandemia del Covid-19.

Quando e dove hai iniziato a fare l'addetto stampa?

"Ho cominciato a Bergamo 4 anni fa, facendo domande al pubblico che seguiva le partite di Olimpia in serie A2, poi le mansioni sono sempre più aumentate e insieme ad esse anche la passione per questo lavoro e le motivazioni per una società che mi ha sempre dato molta fiducia e responsabilità negli anni. In seguito ho preso in mano anche la società valtrumplina di serie B del mio paese, Valtrompia Volley che allora militava in C e naturalmente seguo anche la società in cui gioco (ancora sì!) in 3 divisione il Sìvolley by Bovezzo".

Come si svolge la tua attività lavorativa?

"Ci sono varie mansioni che cambiano anche in base alla categoria che è seguita. In serie A ad esempio c'è tutta una serie di rapporti con i responsabili comunicazione della Lega che indirizzano mediante i media day estivi a vari spunti e percorsi da seguire durante il campionato; molta è iniziativa personale e fantasia per quanto riguarda interviste testi e filtri di comunicazione, il dialogo sempre costante con ds e presidenza e naturalmente i grafici che danno un notevole contributo estetico ai testi e ai siti web. Non ultima la fotografia che in serie A è affidata ad un bravo professionista esperto, mentre in serie B provvedo io avendo dei buoni mezzi e approfondendo sempre più la conoscenza anche di questo settore. In serie B ci sono tutte queste cose tranne naturalmente la Lega ma le strategie di comunicazione vengono sempre condivise da staff e presidenza. Il rapporto essenziale in entrambe le categorie è quello con la stampa che permette di fare da lente di ingrandimento con ciò che accade e quindi la condivisione costante di interviste di tabellini scout, novità e comunicati in modo che sulle maggiori testate ci sia sempre più spazio per le società menzionate.
In serie A e in B tempi sono essenziali e legati anche all'uscita dei giornali il giorno immediatamente dopo alla gara pertanto molte volte si fanno le 2-3 del mattino per ultimare i comunicati post match in base anche a quando si è in trasferta e magari molte volte non esiste connessione internet (soprattutto in B) e diventa difficoltoso inviare il materiale...insomma un sacco di cose unite all'aggiornamento naturalmente dei social e del sito web e la condivisione sul sito della Lega Pallavolo Serie A".

Come è cambiato il ruolo dell'addetto stampa nel corso degli anni?

"Negli ultimi anni ho trovato sempre più aggiornamenti e novità, naturalmente si cerca di essere sempre al passo con innovazione e freschezza e questo è possibile anche grazie a un reale interessamento personale oltre che ai preziosi aggiornamenti annuali e meeting e media day organizzati in Lega. Diciamo che spesso però dietro a strumenti innovativi bisogna anche metterci persone che li utilizzino e quindi le mansioni sono cambiate dallo "scrivere comunicato stampa " a organizzare e gestire le newsletter e sito, curare un minimo di fotografia e saper leggere uno scout (se non a volte addirittura la richiesta di prendere nota di punti fatti senza uno scoutman presente) avere la padronanza di strumenti informatici all'avanguardia e gestire un minimo di public relation con stampa e giornalismo locale e nazionale...insomma tante mansioni che a pensarci non basterebbe una giornata a descriverle!".

La tua migliore soddisfazione che hai facendo l'addetto stampa?

"Mi piace veder crescere sempre più il pubblico e l'entusiasmo della gente che si appassiona alle squadre che pubblicizzo, significa che oltre ai risultati che possono esserci o meno, sto facendo un buon lavoro. Ad esempio con Valtrompia, sono passati 3 anni e all'inizio al palazzetto erano presenti poche persone, ora il palazzetto è sempre pieno nel mio paese anche per partite non di cartello e questo mi rende molto soddisfatta. Poi per quanto riguarda i risultati senz'altro essere parte di un gruppo che ha sollevato una coppa Italia in serie A con Olimpia mi ha resa felice come mai nella vita, perché per me il risultato sportivo anche se non è stato giocato da me direttamente sul campo, è stato raggiunto anche con il lavoro in team dietro le quinte, e quindi me lo godo tutto. Molte volte il lavoro che facciamo è dato per scontato e tanti non si rendono conto, ma a Bergamo e anche a Bovezzo con la serie B, ci sono dei presidenti illuminati che non dimenticano mai di dire GRAZIE e di ricordarlo, e la soddisfazione di un riconoscimento da parte di Angelo Agnelli o di Bruno Bagnardi va al di là della medaglia al collo o della coppa che ho alzato un mese fa".

La gara che più bella che ha descritto? Quella meno?

"La più bella e recente è stata la semifinale di Coppa Italia vinta al tiebreak con Bergamo contro Siena, dopo un'ascesa incredibile di prestazioni con quel gruppo, oltre alla vittoria poi della Coppa, ma la semifinale è stata una battaglia incredibile e fuori casa, emozione che mai scorderò. Con la serie B se posso, la partita della promozione vinta da Valtrompia all'ultimo stando sotto 18-24, un tripudio di emozioni incredibili. Quella più brutta la finale di Coppa Italia dello scorso anno persa con Piacenza al tie break per una manciata di punti. Delusione incredibile ma che porterò sempre con me e che è servita e servirà sempre come base è caposaldo sportivo da cui partire per migliorare i propri limiti. Una partita che ho commentato forse meglio della finale vinta quest'anno proprio perché a me molto cara e di incredibile effetto".

Come è lavorare con due società maschili?​

"Quando dicono che lavorare con le donne è tremendo, anche lavorare con gli uomini è altrettanto una bella sfida! Gli uomini non sono meno sensibili o "capricciosi" delle donne, spesso stanno attenti anche di più a ciò che viene scritto o detto su di loro, a quale foto selezionata per le interviste, a menzionare gli esatti punti fatti a fine partita e ci vuole una grande precisione e tanti tanti filtri...non tutti collaborano sempre a ciò che viene proposto, ma questo dipende dal carattere di giocatori o tecnici ed è così anche nel femminile, ma ci tengo a sottolineare che ormai la distinzione di sesso nel mondo della comunicazione del volley non è più così rilevante se non quando si parla di spettacolo e forza, che nel maschile è sicuramente diverso dal femminile. Ad ogni modo io sono sempre riuscita a farmi rispettare da atleti e tecnici e spero sia sempre così...mi piace avere in mano la loro immagine e riuscire a curarla nel migliore dei modi e resto sempre in ascolto alle loro esigenze per quanto possibile!".

Un pensiero su come potrà e quando riprenderà la stagione?

"In un momento di incertezza come è stato finora, prima della decisione dello stop dei campionati e conseguente congelamento c'è stato un via vai di informazioni e supposizioni, sensazioni e dichiarazioni da raccogliere per cercare di capire l'epilogo più esatto e alla fine, con la decisione finale si è messo un punto su una stagione, non senza difficoltà e immagino il lavoro di Leghe e federazioni che riunendosi in brainstorming abbiano dovuto scegliere la strada più sensata. Ora resta da capire e definire le basi per una possibile ripartenza a settembre sempre in sicurezza e si spera con energie e forze rinnovate, il tutto conseguente a ciò che sarà l'aspetto economico della questione...per me un lavoro delicato e di indagine su tanti fronti, una bella sfida e un modo di lavorare diverso dal solito. Muoversi nell'incertezza non è mai semplice e soprattutto in un momento in cui non tutti desiderano rilasciare dichiarazioni dato il momento difficile e drammatico. Il dramma ha colpito tutti e lavorare per me è un modo per esorcizzare un po' il terrore quotidiano che vivo dato che sia nella città in cui abito nel Bresciano che a Bergamo per cui scrivo la battaglia si svolge in prima linea. Questo momento è storico e gestirne la comunicazione non è semplice".

E' un lavoro complesso, dove ti senti migliorata? Programmi futuri?

"Sicuramente sono ancora molto inesperta, in 4 anni però ho appreso tante cose soprattutto perché le ho volute approfondire e metabolizzare, ma devo ancora imparare tanto. Lavorare a tempo pieno per questo sarebbe l'ideale ma io ho anche un altro lavoro con la scuola pertanto cerco di dare tutto ciò che ho nel tempo restante. Progetti futuri sono quelli di approdare un giorno in Superlega come addetta stampa della squadra che mi ha sempre dato fiducia come Bergamo e lavorare in contatto con le big, imparare sempre più e parallelamente riuscire a dare la giusta visibilità anche alla mia squadra di serie B dove ho quotidianamente a che fare con persone valide e vere".

 


DIETRO LO SPECCHIO

1) Nicolò Premoli, l'addetto stampa del Busa Foodlab Gossolengo 2) Manuel Bongiovanni, il gigante buono dell'E'PiùPomì 3) Andrea Icardi, il mago del web dell'Arredo Frigo Mahkymo 4) Luca Ziliani, il bardo dei successi del Volley Offanengo 5) Dalle volate su due ruote alle fast a rete dell'Alsenese, la storia di Simone Carpanini 6) Gli addetti stampa ai tempi del Corona Virus: Francesco Jacini 7) Giordano Signorelli, un cuore neroazzurro (atalantino) nel mondo del volley

 

 

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