DIETRO LO SPECCHIO. Gli addetti stampa ai tempi del Corona Virus: Francesco Jacini

ROMANENGO (CR). Ora che tutti siamo chiamati a restare in casa, c’è chi più di prima rimane operativo per non lasciarci nell’apprensione domestica della quarantena

Di Francesco Jacini | Domenica, 05 Aprile 2020 08:49

Francesco Jacini durante un post partita con Cristiano Lucchi (foto © Molaschi)

 

Mi riferisco a loro, gli addetti stampa, che non si sono mai fermati per tenerci aggiornati su sviluppi e misure di federazioni e club nel panorama pandemico. Oggi andremo ad intervistare il direttore di Baloo Volley, Francesco Jacini, meglio conosciuto semplicemente come Jacio nell’informalità del taraflex. Tengo ad aprire una breve parentesi, prima di andare a conoscerlo meglio: gli addetti stampa nella stragrande maggioranza dei casi sono tra i primi, se non i primi, a dare il benvenuto alle giocatrici in una società sportiva. I comunicati sono quindi l’iniziazione vera e propria di ogni atleta ad un Club e così fu, per me, alla presentazione con la Savallese Millenium Brescia, ove la prima mano protesa ad accogliermi all’incontro fu proprio il suo.

Ovviamente vi ricordo che nel corso del campionato noi giocatrici abbiamo sempre contatti con gli addetti, cosa che spesso porta ad approfondire la conoscenza degli stessi. Specialmente il giorno della gara, quando li troviamo schierati a fondo campo o mentre passeggiano lungo il perimetro, impegnati ad immortalare azioni con le loro reflex, per infine culminare con il resoconto finale del match disputato. Concludo dicendo che a volte, nei migliori dei casi, accade che possano nascere anche collaborazioni, come il mio avvicinamento alla scrittura per il magazine online. Ma veniamo a noi.


Raccontaci un po’ di te Jacio e del tuo esordio da addetto stampa, quando e dove hai iniziato?

"Avevo ventinove anni. Il mio primo incarico è stato ad Ostiano nel 2006 ed ero già nel mondo del volley da nove. Facevo il dirigente al Trigolo Volley che partecipava alla Prima Divisione e quell'estate aiutavo uno sponsor di Ostiano, Marcello Allocchio, a reperire notizie sulla squadra e sulle giocatrici, quando una sera dopo il lavoro mi sono fermato nel suo negozio di articoli sportivi, (allora facevo l'addetto alle vendite presso un supermercato a Castelleone) e mi ha proposto di aiutarlo, facendo comunicati ed articoli per i siti internet riguardo all'Ostiano, targato Edilkamin. Ho accettato subito, in primis perchè Ostiano che faceva la B1 aveva allestito una formazione forte che puntava decisamente alla promozione, ed in secondo luogo, l'anno prima ero retrocesso, perciò avevo voglia di rivincita. Sono passati quattordici anni e quella scelta la rifarei altre mille volte: mi si è aperto un mondo nuovo ed ho iniziato a vedere la pallavolo in un'altra ottica. Ad Ostiano sono rimasto anche la stagione successiva in A2, e nel corso degli anni ho collaborato con le principali realtà cremasche e cremonesi, proseguendo l'attività di giornalista, sono pubblicista dal 2012, prima nella carta stampata (La Cronaca), online (Cremaonline e Pallavoliamo) e televisione (VideoStar e Cremona 1). Nelle ultime quattro stagioni a sono alla Millenium Brescia come collaboratore ed infine da quest'anno sono al Nure Volley, società piacentina neopromossa in B2. Nel corso degli anni ho svolto anche collaborazioni con tornei sportivi, beach volley (Happy Beach e Le Garzide), calcio giovanile (Memorial Ferri) e calcio a cinque (Torneo di Maggio), associazioni come il Panathlon Crema. Al momento curo i comunicati al Torneo Taverna di Crema e da poco sono stato nominato vicepresidente del comitato organizzatore".

Potresti illustrarci come si svolge la tua attività lavorativa?

"Facciamo così vi spiego come imposto la collaborazione per Millenium Brescia, in A1, ed il lavoro Nure Volley. A Brescia si divide in due parti. Durante la settimana in coordinamento con i general manager Lucrezia ed Emanuele Catania impostiamo i comunicati da lanciare interviste a giocatrici o allenatori, commenti sulla gara della domenica (o del sabato), preparare la giornata successiva, punto della situazione del settore giovanile, segnalare attività collaterali come iniziative benefiche per dare visibilità all'attività societaria a trecentosessanta gradi. Il comunicato dopo la stesura definitiva ma inserito nei siti collegati (societari e Lega Volley Femminile) e va divulgato sui vari social network e spedito vai mail nella mailing list. L'altro impegno è quello della partita casalinga dove preparare la tribuna stampa e qui è fondamentale sapere quanti giornalisti, fotografi, operatori tv, radio sono presenti per preparare la postazione nel dargli i maggiori confort possibili ed aiutare la distribuzione di riviste e programmi pregara in tribuna sponsor. Spesso arrivo alcune ore prima della partita e vado via almeno un'ora dopo, quando ho inviato tutto. Nel mezzo c'è da raccontare la partita e poi il post partita: nel marasma del dopo gara in questo è fondamentale lavorare di squadra poiché una persona da sola non riesce a fare tutto e, farlo bene, qualcosa sfugge sempre, e preziosa è la sinergia con Roberto Muliere e la sua squadra di fotografi ed Antonio Patti nel distribuire i tabellini alla stampa e coordinare il post partita sia con le atlete di casa sia con la squadra ospite. Il lavoro con il Nure Volley, oltre alla partita in se e comunicati, è leggermente diverso ma il metodo resta simile: l'ufficio stampa l'ho costruito ex novo, impostandolo sulle precedenti esperienze ed adattandolo alle esigenze della realtà e di quello che può servire, seguendo le indicazioni del direttore sportivo Massimo Gregori e del presidente Giuseppe Vincini. Sono convinto che anche in B2 o nelle minors si può lavorare molto bene, dando visibilità alla società, facendo un comunicato al giorno. Ed è qua che deve essere bravo l'addetto stampa a creare storie nuove riguardo: squadra, staff tecnico, giocatrici ed anche dirigenti, per dare sempre notizie fresche a tifosi e lettori. Serve tempo e molta pazienza ma, soprattutto, collaborazione da parte di tutti. In questo posso dire di essere fortunato perché i miei referenti mi vengono spesso incontro".

Ora che lo sport è fermo e come tutti sei costretto a casa, in che modalità riesci a svolgere il tuo lavoro?

"Lavoro già da casa molto spesso e questo non mi ha pesato in alcuni momenti. Tuttavia il fatto di non potermi muovere liberamente, causa la quarantena, è stato duro. Con l'attività ferma non si lavora. La pandemia del Covid-19 ha fermato i campionati e di comunicati, se non strettamente necessari, come possono essere lutti, lauree, nascite o iniziative benefiche particolari, è difficile farli ma se ce l'è l'opportunità è possibile".

Immagino che tu e gli altri addetti stampa del territorio italiano siate in costante contatto in questo delicato momento di attesa. Pronostici sul proseguo dei campionati o ripresa della prossima stagione sportiva? Secondo te come accuseranno il colpo i diversi Club?

"Non sono io che devo decidere perciò non azzardo pronostici. Ci sono organi governativi sportivi ed istituzionali preposti a decidere cosa fare se chiudere la stagione o proseguirla almeno con l'assegnazione dello scudetto. Quello che mi preoccupa di più sarà la ripresa futura, non come ma quando ci sarà, soprattutto per le categorie minori dalla A2 sino al regionale e territoriale. Si dovrà fare parsimonia delle risorse per iscriversi, se no sembrerà di camminare per Arlington. Non sono un esperto di economia e finanza, c'è chi potrebbe argomentare meglio di me ma il nostro sistema economico non è forte come quello di altri paesi come Cina, Germania e Stati Uniti. Con il lavoro fermo le aziende hanno altre priorità, pagare stipendi ai dipendenti e pagare i fornitori, perciò lo sport rischia di avere meno fondi; a maggior ragione serve sacrificio e collaborazione da parte di tutti. In questa direzione si deve creare un sistema per poter andare avanti, ridimensionando le spese per non chiudere completamente".

Tornando alla tua figura, rispetto a quando hai iniziato, si è evoluto il ruolo dell’addetto stampa nel corso degli anni? E tu direttamente quali progressi personali hai raggiunto?

"Nel corso degli anni le metodologie sono cambiate, quando ho iniziato non esistevano i social network, passando dal semplice resoconto della partita sino alle news che vanno sui social, dalla semplice foto al video. Importante è rapportarsi bene prima con la dirigenza, staff tecnico, atlete, sponsor e poi con i vari media locali ed essere precisi e puntali quando è necessario per aiutarli il più possibile nelle varie richieste. Ho imparato ad usare i social ed a rapportarmi con le persone, specialmente in momenti di tensione, avendo pazienza e senza strafare; anche se ho ancora molto da imparare, in particolare nel rapportami con le atlete più giovani, i vent'anni del 2020 non sono i vent'anni del 2000 e qui entra in gioco il Nure Volley con le 'mie' fanciulle d'acciaio. Soprattutto, dovrei migliorare l'inglese per interfacciarmi con atlete straniere. Un doveroso ringraziamento va alle persone che mi hanno permesso di crescere, il confronto con colleghi (Piero Giannico, Luca Ziliani) e dirigenti (ora Emanuele Catania, Massimo GregoriAndrea Gardinali) è la base per migliorare sempre. Le fondamenta stanno nell’avere passione e credere in quello che si fa anche quando le cose non vanno bene ma, innanzitutto, essere professionali e distanti emotivamente allo stesso modo. Se si lavora bene lo dirà solamente il tempo".

La tua più grande soddisfazione? Ed eventuali progetti per il futuro?

"Sono stato testimone oculare di quattro storiche promozioni con Ostiano, Reima, Brescia ed Esperia. Ma la vittoria più grande è stato guadagnarmi rispetto e stima di tanti addetti ai lavori, allenatori, dirigenti, sponsor ed atlete: con alcune ed alcuni di loro, quelli non cremaschi o cremonesi ovviamente, sono rimasto in contatto nel corso degli anni ed in alcuni casi è nata una grande amicizia ed affetto reciproco: Francesca Gentili, Giulio Silva, Nicola Mazzonelli, tu (Sara Angelini, ndr), solo per citarne alcuni, ma l'elenco sarebbe lungo. Un'altra soddisfazione è stata raccontare la prima storica vittoria del Nure nei campionati nazionali, un 3-2 al forte Campagnola Emilia; la soddisfazione di aver descritto la gioia di tecnici, dirigenti ed atlete è stato impagabile nel vedere concretizzarsi lo sforzo di mesi. Al di là del volley in futuro mi piacerebbe un giorno poter collaborare con una società di calcio, con un complesso rock o con un'azienda. Calcio e la musica metal e rock sono le altre mie passioni, anche se sto apprezzando molto il blues ed alcuni cantautori italiani”.

Perchè la scelta di realizzare la rubrica Dietro allo Specchio?

"Lo specchio riflette un'immagine ma dietro al riflesso c'è sempre qualcuno che lavora dietro alle quinte. Pensiamo ad un concerto rock di solito il cantante è quello che attira l'attenzione dei fans e di seguito il resto della band dalla chitarra solista a quella di accompagnamento e alla parte ritmica basso e batteria; ma se non ci fossero fonici, addetti alle luci, elettricisti, session man... puoi essere Freddie Mercury, i Pink Floyd o Slash ma dietro alle quinte non c'è chi ti prepara le cose, il concerto esce male, pensando a chi lavora nell'ombra per regalare e descrivere allo spettatore un grande show. Un concerto come una partita, vive di emozioni. L'obiettivo della rubrica è dare visibilità a quei ragazzi e ragazze che vivono le gare dietro ad un pc o che trascorrono la settimana in funzione dell'evento".

Quali novità attendono i lettori di Baloo Volley?

"Da gennaio ho preso in mano il timone del veliero, proseguendo la rotta impostata alcuni anni fa. Per il 2020/2021 si ritornerà a dare e fare maggiore approfondimento delle Divisioni territoriali, ma serve la collaborazione fattiva di tutti: dalle dirigenze, tecnici e con il maggior numero di informazioni possibili. L'interruzione della stagione per la pandemia del Covid-19 ha costretto a cambiare i piani. In base alle decisioni su come finirà la stagione ci regoleremo di conseguenza su modalità e consegna di simpatici gadget. Siamo una bella squadra per crescere servirà la passione e la competenza di tutti. Se Marco Mengoni crede negli esseri umani che hanno coraggio coraggio di essere umani, credo in quello che stiamo facendo".

Giunti al termine dell’intervista, tengo a ringraziare il direttore Francesco Jacini e prima di chiudere vorrei spendere un paio di parole di elogio per la sua memoria da elefante che in più occasioni ha sbalordito per precisione temporale, dettagli, formazioni e risultati di match passati di diverse discipline. Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori e nell’attesa di tornare alla normalità continuate a seguirci, perché Baloo Volley non si ferma.

 


DIETRO LO SPECCHIO

1) Nicolò Premoli, l'addetto stampa del Busa Foodlab Gossolengo 2) Manuel Bongiovanni, il gigante buono dell'E'PiùPomì 3) Andrea Icardi, il mago del web dell'Arredo Frigo Mahkymo 4) Luca Ziliani, il bardo dei successi del Volley Offanengo 5) Dalle volate su due ruote alle fast a rete dell'Alsenese, la storia di Simone Carpanini

 

#restateacasa #schiacciamoilvirus #torneràtuttoallanormalità

 

Servizio a cura di Sara Angelini

 

RIPRODUZIONE RISERVATA di testi e foto

 

 

Tiramisù