DIETRO LO SPECCHIO. Luca Ziliani, il bardo dei successi del Volley Offanengo

CORTEMAGGIORE (PC). Piacentino, trentotto anni il prossimo luglio, da quasi cinque anni racconta le gesta dell'Abo (poi Chromavis Abo)

Di Francesco Jacini | Venerdì, 03 Aprile 2020 13:38

Luca Ziliani (foto © Scrollavezza)

 

Professionale e professionista, Luca Ziliani, è il protagonista della quarta puntata di Dietro Lo Specchio. Sempre disponibile e puntuale nell'invio di notizie utili a giornalisti, tifosi ed appassionati racconta la vita da addetto nella stampa nella società più importante della storia recente della pallavolo cremasca.

 

Quando e dove hai iniziato a fare l'addetto stampa?

“Ho iniziato più di 10 anni fa nella Canottieri Ongina Volley, formazione di serie B maschile con cui tutt’ora collaboro. Quando è nata Powervolley Milano, Stefano Ferraguti (prima palleggiatore poi dirigente alla Canottieri e tra i fondatori del sodalizio meneghino) mi ha coinvolto nella nuova “creatura” all’ombra della Madonnina. Lì è stato il mio trampolino di lancio con tre anni tra B1, A2 e Superlega (insieme a Eugenio Peralta) dove ho potuto imparare molto di questo ruolo, anche da lui. In precedenza, ho avuto la fortuna di seguire il volley ad alto livello come giornalista di un quotidiano (Cronaca di Piacenza, mentre ora collaboro con Libertà di Piacenza). Rimanendo nel volley, questo è il mio quinto anno di lavoro al Volley Offanengo, una realtà che ho piacevolmente scoperto all’epoca. Intravedevo grande entusiasmo ed enormi potenzialità societarie pur essendo in B2 e in queste stagioni la crescita è stata costante”.

Come si svolge la tua attività lavorativa?

"Sono giornalista professionista dal 2013 e questo, fortunatamente (perché lo amo) è il mio lavoro. Mi divido ogni giorno tra gli articoli da scrivere per il giornale e la mole di lavoro dei vari uffici stampa che gestisco, tutti sportivi al momento. Un “unicum” per dodici mesi all’anno, sempre con il pc acceso e il telefono in mano: capita di dover fare qualcosa anche durante le vacanze estive al mare. I giorni dove non si lavora proprio si contano sulla dita di una mano, ma è bello così: le soddisfazioni sono impagabili”.

Come è cambiato il ruolo dell'addetto stampa nel corso degli anni?

"Aver vissuto principalmente un ambiente, la pallavolo, prima da cronista (anche collaborando con la testata nazionale Volleyball.it) mi ha fatto aiutato a capire come interpretare il ruolo di addetto stampa. Premesso che ognuno ha il proprio stile e bisogna sempre imparare dai più bravi e aggiornarsi, io l’ho sempre considerato come un qualcosa ancor più (rispetto al cronista) di spirito di servizio. Comunicare per me vuol dire raccontare persone, emozioni, avvenimenti, ma senza ergersi a protagonisti: i protagonisti sono gli altri. Credo che un buon addetto stampa debba essere una sorta di funambolo dell’informazione in equilibrio: raccontare in modo credibile e preciso la vita di una società sportiva in questo caso, essere affidabile verso i colleghi e le redazioni, cercando di interpretare e, dove si può, soddisfare le loro esigenze. L’affidabilità passa attraverso il saper andare oltre gli umori legati ai risultati ed è a mio avviso condizione importante per ottenere visiblità per il proprio club. Poi c’è un’altra caratteristica che personalmente mi piace molto: l’organizzazione; quando sei cronista soprattutto in un grande evento benefici dell’organizzazione altrui, da addetto stampa la devi fornire e mi piace pensare a tutti i dettagli che possono far piacere e aiutare i colleghi a vivere meglio la partita”.

La tua migliore soddisfazione che fai facendo l'addetto stampa?

"Fino a qualche anno fa, essere addetto stampa – a grandi linee – vedeva come attività principale lo scrivere. E’ il lato per il quale mi sento, anche tutt’ora, più portato, ma in questi anni ho visto rapidamente come non basti più: l’avvento dei social richiede una grande mole di lavoro anche in questa direzione, non può certo essere trascurato o relegato a ruolo marginale. Ho cercato di imparare il più possibile ed è una sfida che prosegue quotidianamente. Per esperienza, comunque, ritengo sia opportuno continuare a curare bene anche la parte dei comunicati stampa: i social aiutano a fidelizzare i tifosi, gli appassionati, ma la visibilità –soprattutto sulla carta stampata – la ottieni lavorando bene anche con i comunicati stampa, soprattutto in un’era cosi frenetica dove ci sono sempre meno giornalisti che possono muoversi e andare sui campi”.

La gara che più bella che ha descritto?

"Le soddisfazioni sono tante e continue. Ci sono i piccoli e grandi traguardi, le emozioni legate a certi risultati o riuscita di eventi. In salotto campeggia ancora il “pallone d’oro”, il premio Milena Pastore che ho vinto a maggio 2014 quando ero addetto stampa a Milano: un riconoscimento prestigioso della Lega Pallavolo serie A (maschile) per giornalisti under 35 che davvero era inaspettato e che mi ha emozionato, complice la consegna in diretta Rai Sport. Dell’esperienza meneghina ricordo anche il grande lavoro per allestire due file di tribuna stampa al Forum di Assago per Milano-Modena: fu un week end di Halloween decisamente… da brividi. A Offanengo di soddisfazioni ne vivo in continuazione: la felicità genuina del nostro presidente Pasquale Zaniboni quando abbiamo grande visibilità, la mia quando – con il lavoro giorno dopo giorno tra comunicati e social – vedo un PalaCoim gremito nei momenti clou della stagione. Il tutto senza dimenticare le indelebili e uniche emozioni dei rapporti umani che si instaurano con chi vive insieme a te l’avventura sportiva. Amicizie e sentimenti forti che restano nel tempo. Sono un ragazzo fortunato: nel ciclismo mi è capitato ripetutamente di arrivare quasi alle lacrime di gioia per un titolo italiano, europeo e mondiale di qualche nostra ragazzina. Poi a volte ci si mette il destino a rendere il tutto più speciale: ricordo le 5 promozioni festeggiate nella primavera 2017, contando anche la mia da atleta di tennistavolo a Reggio Emilia”.

Quella meno?

"L’avete capito. Sono una persona sensibile nei sentimenti e le emozioni accompagnano inevitabilmente il mio lavoro. Nel mio scrivere, comunque, cerco sempre di tenere una linea “sobria” e razionale, forse lì emerge la mia formazione professionale (diploma di Ragioneria e laurea in Economia). Le emozioni semmai provo a raccontarle, trovare le parole di quello che si “respira nell’aria”. Da sportivo (per di più atleta) non possono che piacermi le sfide che valgono un verdetto: a Offanengo ricordo il bollente (per pathos e clima meteorologico) tiebreak di gara 3 della finale play off di B2 contro Carpi che valse la storica promozione in B1, ma anche la cavalcata della scorsa stagione fino alle porte dell’A2. La gara più bella che ho descritto? Nella mia mente deve ancora arrivare: sarà quella che un giorno – me lo auguro di cuore – porti prima o poi Offanengo in serie A, il sogno che ho avuto fin dal mio primo giorno qui. Le più brutte? La serie iniziale “nera” della scorsa stagione: non era facile descrivere partite di una squadra in crisi, ho cercato di farlo raccontando l’accaduto e cercando anche al contempo di non perdere l’ottimismo, dote poi condivisa da tutti che ha contribuito a far rinascere la Chromavis Abo”.

E' un lavoro complesso, dove ti senti migliorato? Programmi futuri?

“Sì, è un lavoro complesso perché come dicevamo è diventato più completo e quindi c’è da migliorare in ogni sua sfaccettatura. Personalmente, credo di essere migliorato nel saper parlare in pubblico o davanti a un microfono o una telecamera. Un altro aiuto lo dà l’esperienza: dopo un po’ di tempo sai prevenire esigenze, criticità, capire stati d’animo, immaginare richieste e reazioni; questo ti dà una mano a pensarci in anticipo e a impostare meglio il lavoro, andando anche più spedito e liberando energie e tempo per il compito successivo. Programmi futuri? Onestamente, ho sempre guardato di anno in anno, concentrandomi su quella stagione per poi a fine annata pianificare la successiva. Era così prima, a maggior ragione ora con l’incertezza di questo periodo che stiamo vivendo”.

 

DIETRO LO SPECCHIO

1) Nicolò Premoli, l'addetto stampa del Busa Foodlab Gossolengo 2) Manuel Bongiovanni, il gigante buono dell'E'PiùPomì 3) Andrea Icardi, il mago del web dell'Arredo Frigo Mahkymo

 

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