DIETRO LO SPECCHIO. Manuel Bongiovanni, il gigante buono dell'E'PiùPomì

CASALMAGGIORE (CR). Durante le gare dell'armata rosa di coach Marco Gaspari (e prima ancora Gianni Caprara e Cristiano Lucchi) lo si vede lassù in alto sulla tribuna stampa del PalaRadi, quella che mi piace definire il nido del Condor, indaffarato a scrivere sul pc e distribuire i fogli dei tabellini ai giornalisti

Di Francesco Jacini | Giovedì, 02 Aprile 2020 08:15

Manuel Bongiovanni durante la conferenza stampa di Kasia Skorupa nel gennaio 2019

 

L'amico Manuel Bongiovanni ci racconta la sua attività di addetto stampa della Vbc Pomì Casalmaggiore, una delle società più importanti non solo nella realtà cremonese ma in quella italiana. Un lavoro oscuro ma tanto importante quanto essenziale, specialmente, per società di un certo livello, come filtro tra i media e staff dirigenziale, tecnico e roster nei momenti belli e, a volte, nelle fasi calde come le sessioni di mercato; tuttavia sono molto interessanti  e spesso divertenti le conferenze stampa di presentazione delle atlete.

Quando e dove hai iniziato a fare l'addetto stampa?

"Sono ufficialmente addetto stampa della Vbc Più Pomì Casalmaggiore dal 1 novembre 2016, la mia partita di esordio è stata una bella vittoria per 3-0 contro Monza al PalaRadi al ritorno dal Mondiale per Clubs di Manila, anche se in terra asiatica avevo già iniziato a raccogliere qualche intervista sul campo ogni fine partita. La competizione di Manila è stata una bella palestra iniziale per me che venivo dal calcio dilettantistico a Parma…ho iniziato a capire come sfruttare quello che avevo imparato negli anni precedenti spostandoli però su un altro sport".

Come si svolge la tua attività lavorativa? Come è gestire mediaticamente atlete di A1?

"La mia attività come si svolge…beh è un’attività a 360° (ovviamente non in questo momento ma in un momento di normale amministrazione) Diciamo che possiamo dividerla in diverse parti: c’è la parte della stesura dei comunicati, sia prepartita che post partita che sulle tematiche più varie (mercato, eventi, iniziative, ecc…) poi c’è la parte di rapporto con la stampa come filtro e contatto per le varie interviste alle giocatrici e poi c’è la parte che in questo momento storico forse è la più importante, la gestione dei social. Io so di essere nuovo del mestiere rispetto ad altri miei colleghi che da anni si occupano di questo ma penso che per tutti questa sia la parte più impegnativa…trovare contenuti interessanti, simpatici, accattivanti non è per nulla semplice. Mi ricordo quando si girava l’Europa per le Coppe che cercavo di creare contenuti video che facessero vivere un po’ ai tifosi l’esperienza del momento; alcune volte riesci alcune volte no…ripetere la stessa formula spesso non aiuta, ed è qui che arriva la difficoltà".

Come è cambiato il ruolo dell'addetto stampa nel corso degli anni?

"Come dicevo prima io sono abbastanza nuovo ma credo proprio che in questi anni la comunicazione sia cambiata drasticamente con l’aumento esponenziale dell’importanza dei social network. Lo abbiamo accennato prima, bisogna essere sempre accattivanti ma soprattutto veloci…sempre sul pezzo come si suol dire. Una volta la parte principale, il fulcro, era la notizia, oggi ci sono mille e giù cose da proporre: dai video che racconta un momento simpatico magari anche fuori dal campo per conoscere di più la propria beniamina, al compleanno, all’anniversario e tantissime altre cose che prima erano solo marginali mentre ora sono tasselli imprescindibili per creare il mosaico della comunicazione totale".

La tua migliore soddisfazione che fai facendo l'addetto stampa?

"Eh, bella domanda, l’addetto stampa è una di quelle posizioni nate per stare nelle retrovie, spesso mentre gli altri festeggiano tu sei li a scrivere con le dita che fumano da tanto che corri, a scegliere le foto adatte, a trovare le parole più giuste per definire la bella vittoria (stessa cosa vale per le sconfitte purtroppo), oppure durante la settimana magari cerchi di fare di tutto per creare un bel video motivazionale spendendoci tempo ma non arrivi ai risultati sperati, o peggio devi convincere le ragazze comunque a lasciarti una dichiarazione dopo una gara persa male anche se loro pensano in quel frangente solo al momento amaro (le capisco eh io sarei cattivissimo) quindi credo chiunque mi direbbe: ma chi te lo fa fare? L’adrenalina delle partite, la soddisfazione che ti danno i tifosi quando, arrivato da poco, ti fanno tanti complimenti per come stai gestendo il tutto, la soddisfazione che ti da la società e il tuo presidente facendoti tanti complimenti quando serve, oppure quando al Media Day in LegaVolley portano un tuo post come esempio di buona compilazione…sono tutte cose che ti mantengono vivo ogni giorno. Ma ammetto per me la soddisfazione giù grande è quando le ragazze ti prendono in giro magari per un post scherzoso, le vedi ridere, vedi nascere un rapporto più stretto…io non sono uno dello staff panchina che vedono tutti i giorni, che lavora a strettissimo contatto con loro…vedere che si crea lo stesso un bel rapporto, stretto ti fa capire che stai facendo bene il tuo lavoro".

La gara che più bella che ha descritto? Quella meno?

"La gara più bella che ho descritto…guarda non ne ho una in particolare. Devi capire che io sono un tifoso che ha fatto il salto della barricata ed è diventato addetto stampa…per me ogni vittoria è la gara giù bella del mondo, io vivo la partita ancora come se fossi in curva a fare i cori…mentre quella meno, ti posso dire la gara contro Modena di Coppa Italia giocata in casa al PalaRadi e andata al Golden set…sulla loro panchina c’era Marco Gaspari…abbiamo fatto una partita perfetta, un 3-0 strepitoso, quasi dominante…il Golden set però ci è stato fatale…ecco quella forse è stata la gara che più ho accusato…sicuramente anche quando esci dalle Coppe Europee non è bello, anzi, ma quella gara sembrava la partita perfetta".

E' un lavoro complesso, dove ti senti migliorato? Programmi futuri?

"Sicuramente sono diventato molto più veloce nella stesura dei comunicati, cerco di essere quasi “istantaneo” a fine partita per riuscire a dare a tutte le testate giornalistiche e ai tifosi il mio commento, ho migliorato sicuramente qualche automatismo nella gestione delle interviste, dire di essere migliorato nei social è difficilissimo perché il loro cambiamento viaggia ad una velocità tale che sei sempre un po’ indietro…ecco mettiamola così, posso dire di essere migliorato nella distanza tra me e l’aggiornamento delle modalità social. Infatti il mio progetto è proprio quello di accorciare sempre di più questo gap per cercare di regalare ai tifosi (e anche alle mie giocatrici che comunque guardano tutti i vari post) contenuti sempre più adatti e divertenti".

Suggerimenti per chi vuole fare l'addetto stampa?

"Che suggerimento posso dare…beh sicuramente quello di metterci tanta passione. In questo lavoro secondo me la passione fa tutto, si nota subito da quello che scrivete, da quello che postate…siate sempre pieni di passione e i risultati arriveranno".

 

DIETRO LO SPECCHIO

1) Nicolò Premoli, l'addetto stampa del Busa Foodlab Gossolengo

 

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