AMARCORD. Quarant'anni di Ostiano, Laura Sarti, el pie de dios

OSTIANO (CR). Nei quarant'anni di storia che l'Ostiano Volley si presta a celebrare ci sono momenti epici che meritano di essere ricordati per ricostruire, in estrema sintesi, l'album fotografico di questa lunga storia

Di Redazione | Venerdì, 20 Settembre 2019 06:04

Laura Sarti e l'Ostiano Volley

 

Una delle istantanee più vivide è senza dubbio quella che il 27 maggio 2007 immortala un'azione prodigiosa dall'importanza cruciale nell'economia del tie break di gara 3 della finale che poi spedirà Ostiano in A2 ai danni di Parma. E' proprio la voce di Laura Sarti, protagonista di quell'azione, a raccontare quanto accaduto.


"Ricordo perfettamente quell'episodio come fosse ieri - attacca la centrale fiorentina - anche perché fu davvero incredibile. Arrivò un attacco della mia ex compagna di squadra Cristina Cruciani, una fast strepitosa chiusa e Gazzotti aveva chiesto al muro di Maestri e Guatelli di tenere la parallela perché lei preferiva il colpo in parallela. Io ero posizionata ma la fast fu talmente violenta che non mi resi nemmeno conto di aver salvato la palla col piede. Il pallone schizzò in é alto e fu tutto un urlo perchè "Iso" (Guatelli, ndr) si accorgesse della palla e la rigiocasse. Alla fine la rigiocata fu straordinaria perchè Guatelli alzò un pallone in bagher che Ronconi fu bravissima ad attaccare facendo punto e mandandoci poi in paradiso. Ricordo ancora la folla che entra in campo per togliermi le scarpette che, invece, ho difeso con i denti e ho conservato".

 

Com'è stato quell'anno?

"Personalmente un anno difficile perchè patii un infortunio e passai momenti davvero complicati, di tensione e sconforto. Fu fondamentale l'apporto di Wilma Ruini, un'amica vera che ha creduto davvero in me e mi ha aiutato a non abbattermi. Sapevo sarebbe stato l'ultimo anno e volevo chiuderlo al meglio. Ai playoff riuscii a dare il mio contributo ed il Presidente Ginelli mi abbracciò dicendomi che sapeva l'avrei ripagato. Il gruppo era davvero di livello, una squadra forte ma senza personalismi nella quale tutte le giocatrici furono brave a mettersi a disposizione e coach Gazzotti fu bravo a gestire talento e personalità del gruppo".

 

Che ricordo hai di Ostiano?

"Mi è rimasta nel cuore per tanti motivi. E' stato il primo anno in cui mi sono approcciata al mondo del lavoro, proprio grazie al presidente Ginelli, ho conosciuto persone fantastiche. Ricordo ancora Allocchio che veniva agli allenamenti o quando andavamo a scegliere le scarpe da gioco e curava che fossimo sempre vestite a puntino. La vittoria dei playoff è stata la ciliegina sulla torta ed un coronamento fantastico per la mia carriera che si è chiusa proprio quell'anno. Nella camera da letto a casa dei miei genitori ho ancora la mia stella bianco-azzurra con il numero 13 con tutti gli articoli di giornale di quell'anno. Emozioni indescrivibili".

 

Oggi cosa fai?

"Lavoro nel settore elettromedicale per un'azienda e giro il mondo istruendo i medici sull'utilizzo di un apparecchio antitumorale. Spero di avere presto l'occasione di incontrare nuovamente le persone che hanno fatto parte di quello splendido anno".

 

 

Servizio a cura di Pierluigi Rudiani

 

RIPRODUZIONE RISERVATA di testi e foto

Tiramisù