NON SOLO VOLLEY. L'inviato speciale Marco Boldini ricorda l'incontro con Roberto Baggio

BRESCIA. Un campione ma con la C maiuscola, un giocatore che ha emozionato l'Italia nei ruggenti anni '90 e che in questo calcio, non sempre a posto con i conti della coscienza, manca ai nostalgici

Di Redazione | Lunedì, 22 Luglio 2019 06:17

Marco Boldini con la maglia autografata da Roberto Baggio

 

Vi racconto il mio incontro con Roberto Baggio. Era il 2001 frequentavo ITC don primo Mazzolari di Verolanuova quando un giorno durante la ricreazione il mio assistente Roberto Bulgaro che stava facendo l'obbiettore di coscienza mi disse "preparati che dopo la scuola ti porto a vedere il Giro d'Italia". Io non ero molto entusiasta in quanto il ciclismo non è uno dei miei sport preferiti ma quando arrivai a casa mia, sarebbe venuto a prendermi per andare a Erbusco a vedere l'allenamento del Brescia di Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Dario Hubner e Carlo Mazzone; allora a quel punto il mio entusiasmo salì a dismisura mangiai in fretta e poi il mio assistente arrivò a casa a prendermi e partimmo in direzione Erbusco con un fiestino sgangherato e con un amico del mio accompagnatore di cui sinceramente non ricordo il nome.

 

Arrivati al campo vedemmo i ragazzi di mister Mazzone durante la sessione di allenamento e Roberto Baggio che stava facendo differenziato su un altro campo con il preparatore atletico durante l'allenamento mi misi a bordo campo ad aspettare il termine della sessione si avvicinò a me Gino Corioni all'epoca presidente, vestito con una giacca blu mi mise una mano sulla testa e mi disse "Appena hanno finito entra mi raccomando a fine allenamento entrai e cominciai a chiedere emozionato gli autografi ed un po' di gadget in quanto non esisteva ancora Facebook e i selfie non erano ancora di moda. Dopo aver fatto autografare un foglio con una penna che mi ero portato da casa da tutti i giocatori a parte Andrea Pirlo che era infortunato, quindi, non presente quel giorno e Baggio che stava ancora finendo andai da Alessandro Calori difensore che mi donò la maglia che aveva appena finito di usare e anche se quella t shirt mi fa da lenzuolo in quanto Alessandro è alto 189 centimetri apprezzai di buon grado il regalo poi vidi il compianto portiere della Repubblica Ceca Pavel Srnicek, scomparso nel 2015 all'età di soli 47 anni che mi regalò due paia di guanti, uno usato e uno nuovo ancora da scartare poi finalmente, vidi uno dei miei idoli vidi il motivo per cui ero lì quel giorno Roberto Baggio".

 

"Finito il suo allenamento dopo un po' di inseguimento del tutto normale per una star del suo calibro riuscì ad incontrarlo e con un po di timore reverenziale gli chiesi la sua maglia da gioco così lui andò in spogliatoio prese una sua maglia la autografò con una dedica e me la porse in quel momento. Non sapevo se ridere o piangere dalla gioia tornai a casa ultra felice. Raccontai la mia giornata alla mia mamma e a mio papà e anche se sono neofiti di calcio e di sport in generale erano contenti per me".

 


Servizio a cura di Marco Boldini

 


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