TERZA DIVISIONE. Caso Soresina, la lettera del presidente Pavesi

Alla luce di quanto emerso dai recenti fatti del Caso Soresina in Terza Divisione. Il presidente Luca Pavesi chiarisce la situazione

Di Redazione | Sabato, 20 Maggio 2017 06:41

Il presidente Luca Pavesi

 

Carissimi Presidenti,

nella settimana appena trascorsa sono successe tante cose, tante parole sono state dette, tante richieste sono state fatte, con questa mia vorrei cercare di spiegare, cosa è successo realmente, cosa il Comitato ha fatto e cosa intende fare.

 

Partiamo dai fatti, nel tardo pomeriggio del 6 maggio riceviamo una mail che dice: “Richiesta di verifica urgente partita play off”, in particolare:

……omissis

“Con la presente richiediamo una verifica della regolarità della formazione schierata ieri sera nella fase finale di play-off dalla società K volley Soresinese, in quanto alcune giocatrici schierate ci risultano aver partecipato al campionato regionale di serie C, ma non tutte ci sembra siano essere Under 18 (in particolare l'atleta n.4 non ci sembra una under 18 ed è stata vista aggregata al gruppo della serie C di Soresina alcune volte). Nei regolamenti regionali/provinciali Fipav per la stagione corrente si indica la libertà di partecipazione a 2 campionati di qualunque serie e/o divisione limitatamente agli atleti Under 18”.

……omissis

 

Da qui nasce la vicenda. Già nella giornata di domenica il Comitato si è attivato per ricostruire la situazione. La prima cosa fatta è stata acquisire tutti i camp3 regionali e provinciali dai quali si notava che la ragazza in oggetto era inserita praticamente in tutti i modelli; era quindi necessario capire da quando la stessa avesse iniziato a giocare in serie C, accertamento di competenza del Comitato Regionale in quanto organizzatore del campionato. L’istanza di verifica veniva inoltrata la domenica e la risposta ci veniva comunicata mercoledì 10 maggio, con la seguente frase: “l’atleta è scesa in campo dal 29 ottobre”. Nel frattempo la Commissione gare cercava a livello regolamentare una soluzione alla situazione per trovare la norma che nel rispetto dei diritti sportivi di tutti avesse il minor impatto sullo svolgimento dell’attività, ovvero:

 

- accertata l’irregolarità possiamo escludere dai play off la società che ha sbagliato mandando avanti la società che incontrandola ha sollevato l’eccezione;

- annulliamo i play off e li rifacciamo inserendo chi aveva maturato il diritto al suo posto nella regular season;

 

Per fare questo si è confrontata con la comm. Gare Regionale e sembrava che seconda soluzione potesse essere la meno impattante, esisteva però il problema che la quarta classificata aveva già fatto un turno di play off, e da li a scendere tutte le potenziali interessate avevano già fatto una fase, si innescava poi un ambito regolamentare, non si poteva potenzialmente creare un danno a chicchessia, a questo punto è stato coinvolto l’ufficio campionati nazionali, e l’indicazione è stata:

 

“perdita di tutte le gare della regular season con il punteggio più sfavorevole, ridefinizione della classifica, annullamento dei play off finora disputati, ridefinizione dei gironi in funzione della nuova classifica, disputa dei nuovi play off”.

 

L’indicazione ha destabilizzato un po’ tutti, ma era l’unica che a livello regolamentare, tutelava i diritti di tutti i partecipanti, in quanto qualsiasi altra decisione avrebbe potuto essere impugnata ed avere esito positivo. A questo punto la Comm. gare ha iniziato il certosino lavoro di inserimento dei risultati, di ridefinizione della classifica, di creazione dei nuovi gironi e di ridefinizione dei calendari. Questa la descrizione degli eventi.

 

Nel frattempo le varie mail ricevute dalle società ci chiedevano spiegazioni e ci davano soluzioni di ogni genere:

-perché non è stata organizzata una riunione per individuare una soluzione che creasse meno danni;

-perché avete tenuto la situazione congelata senza spiegare a tutti il motivo;

-perché non avete controllato bene e prima;

alle quali vorrei dare le risposte che tutti, giustamente si aspettano.

 

 

Non abbiamo organizzato un incontro dedicato in quanto i tempi erano troppo ristretti per poterci confrontare con le società coinvolte, in un momento così delicato, dove dovevano essere prese decisioni molto impattanti nel rispetto dei regolamenti, e poi avere anche il tempo di riformulare il campionato in questione. Anche perché non potevamo ignorare le norme vigenti, e ciò avrebbe rischiato di creare situazioni di contrasto anche fra di voi, e a nostro parere non sarebbe stato giusto.

 

 

Abbiamo mantenuto un minimo di riservatezza, anche se eravamo consapevoli che la vicenda era nota a tutti, perché volevamo essere in grado di prendere una decisione che fosse dal punto di vista normativo inappellabile, anche a vostra tutela. Controllare una situazione come questa per un Comitato Territoriale è impossibile, se fosse trattato di campionati provinciali sarebbe stato più semplice, ma essendo coinvolto anche il Comitato Regionale il controllo era impossibile, senza punti di contatto se non il Camp 3, che però non ti permette di capire se un atleta è sceso in campo o meno.

 

 

Inoltre, il Comitato non è tenuto ad un controllo preventivo sugli impieghi dei giocatori, ma agisce solo su segnalazione, come è avvenuto in questo caso. Anche perché sarebbe impossibile per la commissione gare controllare i giocatori di tutte le 5.000 (cinquemila) gare che si svolgono in Lombardia sotto l’egida del CRL. Siamo consapevoli che la decisione presa ha creato difficoltà a tutte le società, ma questa era l’unica soluzione regolamentare da attuare, presa dopo aver chiesto informazioni alla Commissione Gare Nazionale. Le difficoltà sono state le stesse anche per noi, sia per riformulare il tutto, ma anche per dover prendere una simile decisione.

 

 

Inoltre, il provvedimento adottato dalla Comm. Giudicante è stato forte, ma non poteva essere diverso, un mancato rispetto delle norme c’è stato, e andava sanzionato, il dispositivo che prevedeva la ridefinizione della classifica non poteva non essere adottato, e da li tutto quanto ad esso collegato. Ci è anche stato chiesto di rivedere il provvedimento, citando un comunicato del comitato regionale N° 74 del 15/5/17, ma sono due casi completamente diversi: l’atleta in questione era in età per poter svolgere due campionati, aveva superato il limite di gare consentito, limite fra l’altro che nei campionati territoriali e regionali è stato tolto.

 

Spero di essere stato sufficientemente esaustivo, vi ribadisco che tutto quanto è stato deciso è stato ponderato, soprattutto per tutelare i vostri diritti, purtroppo non sempre gli effetti sono così indolori, ma credetemi non sarebbe stato corretto prendere una decisione che in qualche modo fosse andata a ledere un diritto di qualcuno. A breve ci incontreremo tutti in una riunione di fine stagione, sarà un momento di confronto e di programmazione, dove ancora una volta cercheremo di costruire insieme il nostro futuro e quello della nostra pallavolo.

 

Il Presidente

C.T. Cremona Lodi

Luca Pavesi

 

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